Mi si domanda, "Ma non ti stufi? Non e' stancante quest'eterna rincorsa di quel qualcosa perche' niente e' mai abbastanza?"
Che dire, ognuno ha i suoi obiettivi, i miei richiedono uno sforzo meno palpabile e piu' globale, uno sforzo un po' perenne. Nessuno ha detto che ho preso il sentiero facile, ma... L'ho preso, e non me ne pento neanche un secondo.
Ricordo ancora mia madre, "Prima o poi dovrai farci pace con questo mondo", mi diceva. Ma io non sono mai stata in guerra con nessuno, e questo mondo con me non desidera farci pace, desidera avvilirmi, lobotomizzarmi, stancarmi, rendermi maniaca di cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra, per il puro gusto di sentirmi forse, alla fine, realizzata per qualcosa per cui in condizioni piu' lucide mi sentirei semplicemente idiota.
Sono nata con qualcosa che non tutti posseggono, ho una testa, ho la capacita' di vedere cio' che mi circonda con una chiarezza disarmante, perenne, impietosa. E ho anche un carattere molto, molto forte, tipico di chi e' stato privato di cose, e non vuole rincarare la dose per il resto della sua vita privandosi di altre cose, per giunta senza una motivazione da ritenersi valida.
E non vado certo a sfrugugliare le palle a chi non vive in questa maniera, io semplicemente esisto. La mia esistenza e' la prova che si puo' sopravvivere, ma non solo, addirittura vivere, e anche bene, nonostante si sia completamente fuori da una logica esistenziale di massa. Sorridendo al barista immerso nei suoi drammi, come tutti, perso in un'esistenza da pagina di attualita' del quotidiano, e una voce, una lamentela corale incessante di tanta gente che ciarla ciarla, ma la forza di tirarsi fuori da cio' che non va bene non ce l'ha, e' stata abilmente minata da tutto il resto.
Tanto, da soli, non si cambia il mondo.
Nessun campanello d'allarme suona quando il lamento invece appartiene a tutti, e a tutti contemporaneamente appartiene questo isterico senso di ansia e schiavitu' felice di riuscire a sopravvivere in un mondo di squali privandosi in cambio di qualsivoglia interesse, possibilita' di vedere e vivere qualsiasi altra cosa se non in vacanza, se in vacanza si va ancora...
Ci si sente sempre soli davanti alla scacchiera, e soli si e' convinti di dover tirare avanti. La sono stata pure io, convinta di questo, e infatti mi ritenevo stanca, stanca di giocare contro la vita per il solo delitto di voler essere l'eccezione...
Aliena, malata di mente, fuori dalla realta'... Oh ma io in questa realta' ci sono dentro quanto voi, decido solo quale parte di essa ha senso per me. Le cose le vedo bene, forse anche meglio. Forse il problema e' anche questo, non e' possibile mettermi bende sugli occhi in un mondo dove tutti le bende le portano e difendono fino alla fine dei loro giorni.
Ma non siamo soli davanti alla scacchiera, quantomeno, io non la sono piu'.
E se non ambissi alle vostre stesse ambizioni? E se non considerassi il massimo cio' che per voi lo sarebbe? E se una vita che renderebbe felice la maggior parte delle persone sulla faccia della terra, per me invece, fosse un inferno?
Ma non mi e' dato sorridere delle mie esperienze, essere felice della mia vita. Perche' io sono "sbagliata".
Ditemi voi se vale la pena di "farci pace" con un mondo del genere.
