lunedì, maggio 18, 2009

Piovono ranocchi

Oggi vi deliziero' con una... CITAZIONE! Il che fara' piovere ranocchi, in quanto io detesto le citazioni, preferisco che la gente parli usando le proprie frasi, o quantomeno contornando una citazione di cosi' tanto se' che passa inosservata.

Ma oggi ho la testa un po' leggera, come penso che ce l'abbia chi ha bisogno di fregiarsi di parole altrui per rafforzare concetti propri.

Quindi eccola qui, criptica ed inutile da se, presa in contropiede e sminuita da una serie di lunghi preamboli:

"Ecco. Lei è abbastanza perspicace e l'ha capito da solo; la situazione era un po' più complessa. Ma questo non vale solo per la sua storia, vale anche per la mia."

E chi deve capire, capira'.
postato da delsys alle ore maggio 18, 2009 11:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, maggio 17, 2009

La bussola...

Interrompo i 25 post per ragionare su una cosa. Tanto non sono mai stati 25.

Premetto che la mia salute in questi giorni non e' il massimo, ho appena preso una pausa dallo spaccaggio di un culo che comunque non ha prodotto un granche' di risultati, e mi sento enormemente inutile ad un'urgenza che in qualche modo vedro' di rattoppare appena lascio questa sedia.

Vi vedo signori, vi vedo chiaramente, e' il mio dono, e la mia condanna.

Incanalati e persi in un corridoio in cui si vive sotto il vigile, costante giudizio esterno.
Esterno, e' fondante, esterno.

Tirati su a suon di frustrazioni e convinzioni altrui, cresciuti spinti al cancellarle o compensarle, privati del diritto di essere umani e fallibili, privati del diritto di avere interessi e desideri, privati del diritto di stare in piedi senza piegarvi.

Che poi e' l'unico modo di stare in piedi, infatti, in piedi, non c'e' nessuno.

Tutti in ginocchio a piangere sul latte versato, versato a volte neanche da voi, versato perche' cadeva un pullmino accanto a voi e opla' migliaia di cartocci vi han rovinato il vestito buono.

Mai sentirsi falliti, a meno che il vostro fallimento non riguardi qualcosa che VOI avete voluto veramente e fermamente, e per raggiungere il quale avete lottato con tutte le vostre forze, salvo poi ritrovarvi con un palmo di naso, quello e' un fallimento, e spesso, non e' neanche una tragedia cosi' grossa.

Se non potevate o non avete avuto il coraggio di provare, non c'e' nessun fallimento, la strada semplicemente non e' stata intrapresa, inutile stare a rimuginarci piu' di tanto.

Paranoia, questa e' facile, questa e' una cosa che colpisce spesso anche me. Chiusi in un taglia uova che minaccia di schiacciarcisi addosso ricordandoci cio' che poteva essere se soltanto...
Ma no, la vita e' avanti a noi, e' ancora sempre piu' lunga di quanto noi riusciamo ad ammettere che sia.

C'e' chi, neanche a meta' del proprio cammino, gia' sente che e' tardi per far qualsivoglia cosa. C'e' chi sostiene di non averne le forze. C'e' chi sostiene di averne paura. C'e' chi sostiene che non si puo' e basta.

Allora io vi chiedo, qual'e' il vostro concetto di dignitoso, applicato a un'esistenza?
Vivere delle tappe obbligate che facciano star tranquille le persone che ripongono in noi aspettative nel migliore dei modi?
Arrancare per qualcosa piuttosto che niente?
Arrancare per qualcosa cercando di fossilizzarlo nel tempo, e dedicarci tutto?

Per me, semplicissimo, semplicissimo, un'esistenza dignitosa e' un'esistenza in cui l'insoddisfazione non e' una portata servita tutti i giorni.
Qualsiasi sia la "strada", il viottolo, il bugigattolo, che sia illuminata grandiosa piena di figli famiglie carriere cazzi e mazzi, o sia un sorridere sotto la pioggia di pochi ninnoli e, al contempo, tutto cio' che realmente si vuole.

Si fa centro cosi', secondo me. Ci si siede un momento e si dice, "Bene signori! Io voglio questo, questo e quest'altro!" "Ma come! hai gia' duecento figli duemila anni tre lavori stabili e sei fidanzati!!!" "Ho detto che voglio questo, questo e quest'altro. Ed e' ora di prenderselo!" "Ma i bambini piangono i fiori muoiono le persone si impiccano i nonni urlano i posti falliscono!!!" "Bhe, se non faccio cosi', saro' io a piangere morire impiccarmi urlare e fallire.".
E si va, e si va di strade scelte, non piombate in braccio.

Direte, che palle, lo ripeti sempre.
E' che vorrei qualcosa di davvero meno miserabile di un "si gioca con i soldati che ci sono". Per me, per le persone che mi stanno attorno, o che semplicemente leggo.

Chi ci ha mai obbligati a giocare? E perche' non se ne va a fanculo?

Falliti? Forse voi.
C'e' chi ha sempre una manica da rimboccarsi.

A qualunque costo, tanto finche' non si fa fatica a trovare da mangiare, non si e' mai *veramente* nella merda.
E finche' non sono le funzioni primarie a venire a mancare, camminare, capire, vedere, ascoltare... Non e' mai troppo tardi.

Forse io sono troppo tranquilla.
Forse voi siete un pelo over drammatici. Ma la sono stata pure io, e la sono pure io quando qualcosa non mi lascia in pace.
Poi mi rendo conto che spesso quel qualcosa sono piu' io che il resto.
postato da delsys alle ore maggio 17, 2009 20:14 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
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