lunedì, marzo 30, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 7: I soprannomi

I soprannomi hanno per me una valenza molto molto importante. Sono descrittivi, scandiscono il modo di essere che muta nel tempo e a seconda di chi lo vede.

Ovviamente c'e' una differenza fra i soprannomi idioti che mi danno, i soprannomi sensati che mi danno, e i soprannomi che mi scelgo io.

I soprannomi che ritengo piu' rilevanti sono stati:


Dati dagli altri

- Un appellativo affettuoso che usa soltanto mia madre con me. Per evitare fastidiose diffusioni, evito di scriverlo.
- L'Oscuro Premonitore: alle elementari, colui che anticipa gli avvenimenti negativi con una precisione assolutamente matematica.
- Dina: alle elementari, solo Elena puo' osare chiamarmi Dina. Rispondevo sempre "eh si, Dinosaura.", scocciatissima.
- Scully: Alle medie, per questioni puramente X-Fileistiche.
- Balena: Alle medie. Non so, ho sempre pensato che non ero mica cosi' terribilmente grassa, anzi, ero probabilmente la piu' bella della mia classe, senza finta modestia. Ma si sa, alle medie cercano sempre di ridurti a un cartoccio di lacrime urlante, specialmente se sei tendenzialmente antipatica e isterica come persona. E io la ero, molto.
- Xena: Alle medie. "Sei massiccia e violenta come lei." Eimen!
- Pisciuz: Viene da pisciona. Non che io pisciassi un granche', era un appellativo simpatico di Anna.
- Ranma: E io lo odiavo a morte!!! Ho *sempre*, sempre detestato Ranma, e' sbruffone, competitivo, orgoglioso, e un pelo maligno. Mado, che palle di uomo non ne vorrei mai uno cosi'. Pero', come dicono tutti, "Devo dirti la verita'... Un po' in effetti ci assomigli". Bastardi !!!!
- Hyatt: Da Excel Saga, la donna che moriva sempre. X°D
- Chewbacca: Da mia madre. Perche' quando attacco a sbadigliare non la pianto piu' e "Sembro Chube!"
- Pulcino: Ancora oggi mi viene la pelle d'oca. Francesco, che diavolo avevi per la testa?
- Sorellina: Sono stata la sorellina di molte persone. In pratica quando qualcuno diventa un minimo di spessore per me o viceversa, si instaura questo rapporto di fratellanza, un tempo era piu' diffuso. Ora e' un ruolo che, quantomeno io, riservo a una persona soltanto. E a chi gia' ce l'aveva pregresso.


Scelti

- Dina Spolligatti: Una ragazzina che cercava di fare i conti con i suoi capelli corti.
- Didi-Mac: Primo nome d'arte
- Delsys: E qui ci fu il cambiamento piu' grande, quando Diana divento' Delsys tutto cambio' nella mia vita.
- Yumi: Yumi e' il poco di femminile che mi resta.
- Altro soprannome: La mia attuale versione, una Delsys scossa da un tornado umanizzante destabilizzante, che cerca un equilibrio fra un cinismo depresso e incazzato pregresso e un attuale tranquillita' a difese abbassate, e fa i conti con un problemino non da poco che ha sempre celato a tutti dentro qualche scherzo.

Sicuramente ne ho dimenticati, altri li ho tralasciati perche' erano scemi e son durati pochissimo.
postato da delsys alle ore marzo 30, 2009 22:25 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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giovedì, marzo 19, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 6: Embrace Your Dreams

Embrace your dreamsSembra un cliche' da videogioco, o da film di terza categoria.
Una di quelle cose che ti insegnano quando sei piccolo riempiendoti di motivazione e belle speranze, ma da "adulto disilluso" fa molto figo finire a pensare che non sia cosi'.

Un uomo senza un sogno sopravvive, non vive.
Un uomo che non vive per quello che vuole essere, vuole fare, vuole ottenere.

So if you wanna be hero... Embrace your dreams - Diceva Angeal a Zack.
E cribbio se aveva ragione.

Quando qualcosa non ti va giu', non fartela andare giu' a forza. Non credere a chi ti dice che bisogna fare per forza cosi', non credere a chi ti mette di fronte a un concetto di dovere che inquina la tua vita per quello che e', il tuo carattere, il tuo diritto di esistere e vivere in maniera felice.
Non cedere alla pippa mentale depressotica.

Non vivere per quello che fa bene o comodo agli altri, la tua vita e' ** tua **, e una sola, e breve, e certi danni a favore del quieto vivere e di concetti di "giustizia", "dovere" o "stabilita' " contorti e distorti diventano poi tragicamente irreparabili.

Muta tutto, tutto attorno a noi, si adatta a quello che siamo e decidiamo di fare, sempre, sempre.
Gran parte di quel che ci succede, quasi tutto, e il quasi esclude casistiche *minime* e' dato dal nostro comportamento e il nostro modo di vivere, siamo i primi, soli, estremi, eterni responsabili di ogni cosa che ci accade.

Le persone piu' motivate e grintose, (ma non artificialmente, spontaneamente, perche' credono *davvero* in se stesse e in qualcosa) sono quelle che quel qualcosa lo ottengono.

Nessun "non si puo' " a sbarrare la strada del sogno.

Questo e' il mio modo di vivere e pensare.
E a qualunque fatalista "realista" dei miei coglioni stanchi posso garantire, non sono un'illusa, non sono immatura, e non e' detto che la vita mi dara' torto un giorno in merito.

Fin'ora, mi ha sempre dato ragione.
postato da delsys alle ore marzo 19, 2009 13:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, marzo 07, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 5: L'amore

L'amore e' il motore degli eventi, si dice.

Quella cosa che ti fa far cose, che da una scossa alla tua vita, che ti spinge a cambiare, e a vedere il mondo attraverso gli occhi di un'altra persona.

Un sentimento estremamente importante, anche se estremamente isterico e confusionario.
La persona innamorata sembra dipendente come un drogato dall'oggetto del suo desiderio. E per esso farebbe tutto il possibile, e oltre.

Sono una persona che si innamora spesso, si innamora parecchio. Si innamora in maniera non piu' cieca e confusa, in maniera non piu' sbandante ed incontrollata.
Ma l'amore resta il motore degli eventi per me, cio' che mi fa fare, essere, ardere, vivere.

L'amore per il mio fidanzato, per i miei amici piu' cari...
Un tempo ero solita confondere le cose. Ogni qual volta che un sentimento mi prendeva in maniera potente, sbarellavo e mi domandavo una serie di cose sbagliate.
Ora ho imparato a riconoscere diversi tipi e livelli di amore.

Non sono mai stata, ammettiamolo, una di quelle che una volta che sta con una persona, non vede piu' tutte le altre. Inutile mettersi a congetturare su quanto per questo io sia "veramente" innamorata, molto spesso mi sento dire queste cose da persone che una volta che scatta un minimo di attrazione fisica TRACK gia' si comportano come se avessero perso totalmente la testa anima e corpo per una persona che manco sanno com'e' fatta, e spesso manco lo vedono per anni.

Non amo l'idea dell'amore fine a se stessa, non amo gli ormoni che ballano fini a se stessi, non amo costruire una serie di interpretazioni visionarie e folli sulle persone di cui mi ritengo innamorata, che sovrappongono la realta' dei fatti tramutandole in una collezione di pregi estremi da divinizzare.
Io amo le persone per come sono, e le amo veramente molto intensamente, amo i loro pregi, i loro difetti, le loro somiglianze e diversita' con la sottoscritta, le loro liberta' ed esigenze.

La persona che io amo e' una persona che prendo per mano e accanto alla quale affronto il grande viaggio della vita. Una persona senza la quale questa vita non sarebbe altrettanto composta da sentieri magici.
Non e' una persona che possiedo o sulla quale mi arrogo diritti. Non e' una persona che cerco di migliorare o aiutare a migliorarsi, se lei per prima non lo vuole.
Non e' una persona della quale punto a modificare lo stile di vita.
Non e' una persona che riempio di menate per ogni cosa, e non amo che venga fatto con me.
E' una persona per la quale sono sempre disposta a fare sacrifici (nel limite del rimanere me stessa), ma senza mai rinfacciarglielo o chiedere veramente qualcosa in cambio (in barba a quello che sostiene qualcuno...).

L'amore per me non e' pesi e misure, dare e avere, dimostrare e cambiare, possedere e essere posseduti.
Non e' il cliche' del fare qualcosa insieme a tutti i costi, non e' il cuoricino sulla lettera, l'sms ogni giorno, o altre cagate del genere.

E' un sentimento che non e' il migliore di tutti, assolutamente, e' egoista, folle, isterico, porta alla gelosia, rende estremamente fragili.

La persona che mi tengo al mio fianco e', fra le persone che amo, quella che amo in maniera piu' sentimental/relazionale del termine, quella con cui potrei passare una vita intera, quella che so, e finche' sara' cosi' niente potra' allontanarmene, che e' quella giusta per me.
E' la persona che ho scelto per stare in cima a quelle che popolano il mio cuore.
Non per fare piazza pulita di tutte le altre, non avrebbe senso, non sarebbe necessario, non corrono sugli stessi binari.

La persona con cui ho scelto di vivere e' Riccardo.
postato da delsys alle ore marzo 07, 2009 21:02 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, marzo 03, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 4: Milano

Milano e' la citta' dove ho vissuto per tutta la prima parte della mia vita.

E' stata la culla di neve, smog e fretta della mia crescita.

Molti non amano Milano, dicono che e' un posto che mette il malumore, che i suoi abitanti sono freddi e stronzi, che le atmosfere che offre sono uggiose e deprimenti, che il traffico e il rumore tipici di ogni grande citta' la rende invivibile, che i ritmi di vita sono stressanti, le cose costose, i palazzi un "mix disordinato e non guidato di stili", i monumenti "soffocati dall'urbanistica e dai fiumi di gente".

Chi considera Milano in questa maniera, non l'ha mai vista con i miei occhi.

Milano e' una citta' che io amo spassionatamente, e non potrei mai del tutto abbandonare. Anche dovessi (ed e' successo) abitare fuori, continuerei a considerarmi una milanese.
Mi ha insegnato tutto lo smisurato amore per i latticini, per fortuna la frenesia non mi ha colta affatto, ma in compenso l'insofferenza di fronte anche alla minima inefficienza delle cose e delle persone, l'ho presa tutta quanta. Il distacco del milanese tipico, la mentalita' individualista, l'abitudine alla pretesa e alla comodita'. L'amore per la notte, e la vita notturna di una piccola ed in espansione Zanarkand che non dorme mai.

Ogni volta che esco dalla mia citta' sbalordisco per la lentezza e l'incivilta' di determinate cose, cose che sono abituata a dare per scontate.
La lentezza e l'organizzazione casuale di Varese, la rumorosa invadenza di una Roma le cui strade van su e giu', la claustrofobia di Firenze, il gas non centralizzato di Sestu, gli orari dei negozi di Cagliari, la morte notturna di Pisa, la decadenza morale di Barcellona, l'urbanistica agorafobica e scomoda al pedone e allo straniero di Parigi, la fermata della metropolitana ogni *inserisci qui numero di kilometri estremamente piu' elevato di quanto avresti mai desiderato percorrere* di Londra...

Le poche ore in cui Milano dorme, almeno in parte, puoi vedere nel suo vuoto illuminatissimo un sottile strato di magia. Le atmosfere non sono per niente del tutto fredde, si puo' assaporare il rosso magico di certi tramonti che sbucano da qualche palazzo, il bianco della neve che rende tutto visivamente piu' morbido, gli alberi che di sera sembrano disegnati sul cielo.
La grandezza dorata di certi monumenti a cui mancherebbe solo la parola.
I pertugi segreti fra i palazzi che sanno diventare il tuo posto personale.
I gatti in piazza castello che ti saltano in braccio paciosi.

Vivi Milano come l'ho vissuta io, sedendomi al contrario sui gradini in Duomo la sera, assaporandone ogni follia e possibilita', fermandoti a fissare l'incredibile massa di persone per ore, rendendoti conto che certi giorni manco ti fanno vedere l'orizzonte... E non potrai togliertela dal cuore.

I muri ti parleranno, e sentirai che ti hanno cresciuto un po' anche loro.
postato da delsys alle ore marzo 03, 2009 07:46 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Nome e Cognome:
Diana Macaluso
Data di nascita:
28 Febbraio 1983
Residente a:
Milano
Occupazione:
Casalinga, Grafica
Occhi:
Verde-Grigio-Azzurri
Capelli:
Lunghi, biondo cenere tinti di viola
Altezza:
1.71m
Peso:
Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
Giapponese, cucina, psicologia, comunicazione, sociologia e psicologia sociale. Tutto da casa, si, per interesse personale.


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