venerdì, febbraio 27, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 3: Insofferenza

Una delle parti piu' difficili con cui avere a che fare del mio carattere e' senzadubbio la mia malcelata, malcelatissima insofferenza.

Esiste una quantita' di cose in realta' perfettamente umane e normali che riesce a darmi istantaneamente una sensazione di fastidio fortissima, che mi porta a reagire malissimo, veramente malissimo, dal semplice diventare antipatica e allontanarmi, fino all'urlare incazzarmi e restare di malumore per diverse ore.

La migliore delle ipotesi in caso di contatto con queste cose, e' l'incontrare la faccia che ho nella foto di questo articolo.

Le cose che generalmente mi causano maggiore insofferenza sono:

- Il rumore
- La musica troppo alta / ascoltata quando devo concentrarmi / ascoltata troppo a lungo
- L'isteria / le menate / gli atteggiamenti aggressivi o passivo-aggressivi
- Il costringermi a ripetere le cose
- L'eccesso di gente attorno a me
- Il farmi fretta o cercare di prendere in mano le redini della mia vita e gestirla a modo proprio anziche' aiutarmi a gestirla a modo mio.
- Gli insulti alla mia intelligenza, come anche i tentativi di fregarmi o di darmi a bere cose che sono palesemente false. Fingo di bermele il piu' delle volte, ma mi da un fastidio micidiale.
- I tentativi di insegnarmi qualcosa che va palesemente contro il mio modo di vedere le cose. (Si, capisco il tuo punto di vista, ma non me ne frega un cazzo)
- L'ossessivita', l'esigenza di starmi sempre appresso.
- Le telefonate tanto per sentirsi, senza avere niente da dire o nessuna particolare esigenza di sentirmi.
- I beceri con un senso dell'umorismo pessimo e cazzone, che non sanno fare altro che parlare di sesso e minchiate, e sono visibilmente mentalmente chiusi e limitati.
- Overpopolazione di bambini nell'area. Uno basta. Al massimo due.
- La gelosia.
- Il misurare, controllare e valutare le cose che faccio, come se le facessi per qualcuno che non sono io.
- L'interpretare il senso delle mie azioni a cazzo perche' ci si ritiene in grado di valutarlo, quando difatto basta chiedere.
- I trucchetti idioti tipicamente femminili per cercare di farti fare cose.
- La competizione.
- La tendenza a straparlare e strapparsi i capelli per cose che mi riguardano senza prima affrontarmi direttamente in merito.
- Passare tre giorni a rompermi le palle e tre no.
- Il cercare di rigettarmi addosso paure, tragedie e presunti problemi che in realta' appartengono piu' all'interlocutore che a me.
- Il martellarmi sempre con le stesse cose ogni volta.

... ma in realta' potrebbe scattare per mille altre piccole-grandi cose.
Spesso riesco a tenerla a bada, a seconda della situazione in cui si verificano certi casi, ma non dura molto, ed ogni lembo della mia pazienza che viene sacrificato in onore della causa, di rimando innesca piccoli grandi passi verso il mio allontanamento dalla cosa che ha innescato il fastidio.
postato da delsys alle ore febbraio 27, 2009 08:30 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, febbraio 26, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 2: L'amicizia

Ho sempre posto le mie amicizie su diversi livelli di importanza a seconda di cosa arrivavo a vivere, dire, condividere e riuscire a comunicare alle persone.

Ci sono i miei amici "fratelli d'anima", per cui farei qualsiasi cosa e ai quali sarei pronta a dedicare quasi la mia intera vita se fosse necessario, se fossero in difficolta'. Per me hanno un'importanza abissale, che non si accosta a quella di un amore forte solo ed esclusivamente per mancanza di attrazione fisica (o di desiderio di appagarla in certi casi, del tipo "ok, magari e' figo, ma e' un mio amico.").

Poi ci sono gli amici "amici", quelli con cui condivido una gran parte di cose, magari a volte esco la sera, e mi trovo bene, rido, scherzo, ma sono su un piano un po' inferiore, non tanto perche' non sappiano darmi le stesse cose dei fratelli d'anima (la triade e relative appendici), ma perche' proprio il tipo di carattere e di esperienze e' piuttosto diverso, e non consentirebbe al rapporto di diventare *cosi' tanto* importante.

Ci sono quindi i conoscenti, quelli che se ci sono si passa una bella giornata, se non ci sono, uguale, o a volte anche meglio.

Davanti all'eventualita' di un problema con un fratello d'anima, vado nel panico piu' totale, una cosa mostruosa, e piu' ci si avvicina da amici a quello status, piu' ogni rottura lascia il suo segno indelebile nel percorso della mia intera vita. Sono persone estremamente importanti, come fossero, davvero, grandi amori o parenti.
Li vivo tuttavia in maniera molto tranquilla, mi basta un segno, un simbolo, una parola una volta nella vita che stabilisca in maniera indelebile un rapporto che leghera' con un sottile filo invisibile due vite o piu' per il resto dei loro giorni, ovunque esse siano.
Che vocino la presenza gli uni nel cuore degli altri in qualsiasi momento della giornata, anche se qualcosa dovesse allontanarli per settimane, mesi, anni.
La certezza incrollabile di questi rapporti fa sempre si che in qualsiasi momento sara' possibile, tornando dai vortici delle proprie esistenze per raccontarle e condividerle, si trovera' sempre, sempre, sempre la stessa atmosfera.
E qualsiasi situazione di bisogno incontrera' una mano disponibile, ma non invadente, pronta a qualsiasi cosa possibile pur di strappare un sorriso vero.
Un fratello d'anima puo' anche non aver mai visto determinati posti in cui vivi, ma conoscerne le sensazioni e le atmosfere come fossero le sue tasche, attraverso discorsi, racconti e momenti di condivisione.

I problemi con gli amici, invece, si risolvono in due modi: o vengono discussi e riparati, o si risolvono da soli con il raffreddamento dei rapporti, inevitabile allontanamento, a volte anche triste, ma completamente naturale.
Sono altre forme di rapporti molto tranquilli, salvo particolari esigenze a cui, per carattere e senza cattiveria spesso, non posso rispondere.
In linea di massima e' sufficiente parlare, parlare e condividere emozioni e pensieri, per capirsi quantomeno a vicenda nelle situazioni piu' difficili.
Malsopporto le situazioni di stress, invece, che tendono ad allontanarmi e farmi reagire molto male. Fortunatamente le persone che rientrano nella categoria "amici" molto spesso sanno benissimo di che pasta sono fatta.

I problemi con i conoscenti di solito vengono trattati con insofferenza e cattiveria, e precludono qualsivoglia possibilita', da parte mia, di far crescere il rapporto salvo bruschi cambi di atteggiamento positivi dall'altro lato, che comunque devono avvenire spontaneamente, perche' non amo perderci tempo.

Molti miei amici mi hanno insegnato molte cose, mi hanno dato una mano in momenti importanti e hanno dimostrato di saper reggere lati del mio carattere che sono veramente, veramente difficili, anche in momenti della mia vita in cui erano, se possibile, ancora piu' difficili.
E per questo, non smettero' mai di ringraziarli.
Pezzi dei miei ricordi, delle mie case, dei miei simboli e di me stessa intera, portano inciso il loro nome.
Anche se alcuni non sono piu' vicini come un tempo.
postato da delsys alle ore febbraio 26, 2009 10:28 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, febbraio 25, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 1: l'infanzia.

- Primo di 25 post che vogliono rispondere alla catena "25 cose su di te" -


Molte persone ricordano la propria infanzia con una qual certa serenita', quantomeno in alcuni momenti di essa, o per lo meno sono pronti ad autodefinirsi, come bambini, come persone che tutto sommato in confronto a come sono ora non avevano problemi ne' preoccupazioni.

Non e' il mio caso.

La mia infanzia, dovessi dipingerci su una tela, sarebbe nera e viola, sarebbe circolare e ansiotica, sarebbe piena di terrore e tristezza, piena di pensieri che comunemente un bambino non considera, fatta di pochi momenti di pace, a scuola o dai nonni, perennemente percossi e disintegrati da urla, cattiverie, malattie, complessi, paure, negazioni "istruttive".

Un mondo in cui anche imparare a girare una chiave in una serratura puo' essere vissuto con ansia e paura, dove gli incubi non si dimenticano, dove l'ombra del terrore di perdere cio' che ti proteggeva e cio' che tu avevi giurato di proteggere era fin troppo reale e palpabile.

Un mondo in cui a dieci anni eri gia' troppo grande per i cartoni, dove difatto le persone che ti fanno sentire un prodigio di cui essere sempre fieri erano comunque esterne alle pareti domestiche.
Dove si sentiva nell'aria sempre e solo nervosismo stanchezza e tristezza, anche nei tentativi disperati di mettere una toppa a tutto questo, nell'affetto caldo e turbato di una mamma piena di preoccupazioni molto piu' grandi, allora, di lei.
Dove anche chi ti insegna a vivere e ti da certezze puo' sbroccare all'improvviso insegnandoti inconsapevolmente quanto in realta' tu non possa mai essere completamente te stesso con nessuno, potrebbe urlare, rincorrerti, darti contro chiunque.

Dove l'odio e il fastidio venivano percepiti sulla propria pelle con una chiarezza impietosa, dove ogni pensiero di ogni persona riusciva a vessarti e distruggerti perennemente, fino a farti perdere la brocca completamente quando gli ormoni iniziano a suggerirti che puoi tirare fuori gli artigli e prepararti a sentirti il risultato di una serie di calcoli sbagliati per il resto della tua vita, ma al contempo puoi reagire, non c'e' bisogno di piangere e scappare.

Non c'e' piu' niente da piangere, puoi incazzarti un po' anche tu ora.
postato da delsys alle ore febbraio 25, 2009 21:19 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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lunedì, febbraio 23, 2009

Volonta'

E' estremamente difficile sapere cio' che si vuole davvero.

Molto spesso si inciampa in cio' che si vorrebbe o si dovrebbe volere.

E allora tutto diventa un mondo di inespresso inconscio e...
battiti sotto alla pelle, di frustrazioni e rammarichi che non si vogliono riconoscere, ma che vogliono lacerare le loro assurde, assurde gabbie.

E dirti "Sono qui, mi vedi? Sono quello che vuoi!!! Non ignorarmi!"
Magari a volte non e' bello tenersi quei pupazzetti di capricci e desideri sulle spalle a borbottare tutti i giorni.
Ma piu' metti loro un bavaglio piu' da pupazzetti diventano mostri, laceranti, orribili mostri, che vanno sempre di piu' confinati.

Perche' se sconfinassero, se per disgrazia sconfinassero...

Ci ritroveremmo a riconoscere di essere qualcosa che non credevamo, o peggio, non volevamo essere.
postato da delsys alle ore febbraio 23, 2009 08:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, febbraio 22, 2009

E sgrani gli occhi incredulo

Lo so, lo so. Ho un modo contorto di dimostrare cose, casuale, forse addirittura inesistente.
Ci si convince che sia pucciata nell'odio o nell'indifferenza sempre, poi piccole cose emergono dal completo nulla... E si sgrana gli occhi increduli, rendendosi conto di cose.

Fino a che punto le cose restino comunque in me, e come.

Sono stata molto arrabbiata, molto sbagliata, molto amareggiata, sai.
Non importa piu' di tanto alla fine.

Non rinnego, questo no.
Rinnegheresti?

Alla fine sono stata allegramente marginale, in solo uno di tanti mondi dove in fondo non ero a casa, dove in fondo ero troppo emotiva e troppo "rigida" per restare.
Spaventavo, forse, sembravo pazza e pedante... non mi importa molto. Cosi' e' andata.

Non dimentico comunque, no.
Avevi dimenticato?

Comunque quel poco che ci son stata ci siamo trollati benissimo a suon di battaglie verbali.
E il sole l'abbiamo visto sorgere al telefono.
Ed io, tifavo per te, quello stesso te stesso che tu reputavi uno "zero".
postato da delsys alle ore febbraio 22, 2009 13:56 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, febbraio 09, 2009

Riflessione fine a se stessa

... E' piu' facile essere femminili se si e' magre?

Intendo non a livello estetico, proprio come mentalita'.

Mi spiego, di solito non son pippe che mi faccio io, anche perche' c'e' stato un periodo in cui son stata relativamente magra e onestamente proprio in me non e' cambiato un tubo, se non una pesante crisi di identita' con conseguente perenne tentativo di uniformarmi a qualcosa che mi risultasse "giusto", ma che non c'era mai nello specchio.

In realta' credo di essere abbastanza una pecora nera in merito, anche perche' diciamocelo, un po' disforica di genere la sono.
Non mi sono mai riconosciuta in un modello di femminilita', e non si ferma tutto li' ovviamente, con il tempo mi ci sono anche trovata estremamente male, fino al punto di non sopportare piu' la maggior parte delle ragazze, per ovvi motivi di gap culturali e comportamentali mostruosi, isolandomi con i maschi e comportandomi con il mio corpo, quando possibile, a seconda di quello, mi rendo conto, che probabilmente un maschio avrebbe voluto vedere su una femmina, ma comunque trattandomi come se quello che vedevo e che facevo non facesse in realta' parte di me, se non una mostruosa sete di "vendetta" per tutto quello che vedevo verificarmisi o modificarmisi attorno, non riuscivo e non riusciro' probabilmente mai a considerarlo in maniera positiva.
Era un periodo estremamente turbato, mettiamola cosi'.

Eppure, leggevo un blog di una mia lettrice molto simpatica e molto sincera, che ho apprezzato tantissimo nonostante in genere io svicoli i blog che hanno testate tipo "blogger a dieta", pensando anche "oh santo cielo".
E mi ha fatto riflettere su come certe cose effettivamente te le fanno odiare gli altri quando sei in determinate condizioni, per senso di vergogna o che, come se fossero cose che non devono avere a che fare con te, non importa se poi in realta' ti piacerebbe (come nel suo caso) o no (come nel mio).

Il che e' veramente agghiacciante.

Mi viene da pensare quanti dei miei amici si farebbero un sacco di problemi in meno e un sacco di giri di "shopping" in piu' se solo pesassero di meno, e la cosa continua a risultarmi ridicola.

Si perde il diritto di esistere come ci pare?
Come se davvero fosse, tutto sommato, tutto sto grande dramma colpevolizzante, da doverti far sentire come un reietto, molto spesso esasperando il problema anziche' spingere a risolverlo...
Infettando e mortificando comportamenti umani comuni in ogni campo possibile immaginabile, specialmente per le femmine...

E io sempre ringrazio e sempre ringraziero' che, probabilmente anche per la mia disforia, "come una donna" ci son stata trattata giusto da chi non mi conosce, e non ho mai neanche desiderato che la cosa avvenisse. (Sono stata in linea di massima l'amico intimo con cui si puo' parlare di tutto "Cacchio Diana, con te non provo nessun imbarazzo a trattare argomenti che con altre ragazze non tirerei MAI fuori", diceva un amico di Federico una sera.)

I medici mi dicevano sorpresi "Hai un fidanzato? Non ti emarginano ne' insultano?" come se fosse una cosa strana... Ma ci mancherebbe altro l'unica persona che mi ha insultata senza conseguenze immediate nella mia vita e' stato mio padre, e giusto perche' ero piccola, ci provi qualcuno da quando ho la facolta' di rispondere se ne ha il coraggio. Lo ribalto come se fosse nato al contrario!
E fidanzati ne ho avuti si si anche amanti, oh dei, non e' una cosa cosi' terribile, molti maschi apprezzano fisicamente le ragazze rotonde, e molti altri pure, ma si VERGOGNANO ad ammetterlo perche' gli amici li prendono in giro, rendiamoci conto a che livello stiamo.

E' agghiacciante, e tutto l'inferno che ho sentito vissuto dai miei "compagni di ciccia" in passato non avrei MAI e poi mai voluto sperimentarlo.
La gente mi avrebbe fatto ben piu' schifo di quanto era arrivata a farmi nella mia prima adolescenza.

Probabilmente avrei trovato modo di comprare un lanciafiamme e finire in un carcere minorile per aver reso compagni di classe e stronzi vari un simpatico mucchietto di carne che puzza di bruciato.

O forse avrei finito con il farmi schifo io stessa, e questa e' una cosa che fossi in chiunque altro mi guarderei bene dal finire a causare in una persona.
Bisogna essere veramente delle merde per ridurre una persona ad odiarsi.

Quando ero ancora "piccola", diciamo sui 13, iniziavo ad avere un accenno di problema in merito. Mi piaceva moltissimo un ragazzino a cui ero sicura che non sarei mai piaciuta.
Un po' per bombardamenti psicologici idioti e assolutamente controproducenti di genitori e compagni delle medie, che mi portavo sulle spalle, un po' perche' mi stavo arrendendo al fatto che essere "belli" per un concetto comune di "bello" fosse essere diversi da me.
Inutile dire che mi sbagliavo clamorosamente.
Clamorosamente.

Fossi stata piu' sicura di me quel ragazzino mi sarei accorta che mi apprezzava altrettanto.
E dovevo farmi un po' meno pippe mentali.

Per nessun motivo al mondo nessuno dovrebbe autonegarsi per questo genere di cose il diritto ad avere accanto una persona che ti dice "Non potrei stare con nessun'altra donna che non sia te."

Siamo tutti meravigliosi o merdosi.
A prescindere dalla massa grassa che ci portiamo addosso.
postato da delsys alle ore febbraio 09, 2009 14:47 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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sabato, febbraio 07, 2009

CockBlock

Esistono persone con l'innata capacita' di farti cadere i coglioni sotto la metropolitana.

Premessa... io non sono una di quelle persone che scherza sempre, che fa battute infantili, che non sa prendere sul serio la vita, si sara' capito, anzi, molte volte sono anche troppo seria.
Tuttavia quando scherzo o mi riferisco a qualcosa in particolare, a me sembra che a volte proprio non ci arrivino, sono cose di un deprimente particolare.

Ti ritrovi a dover SPIEGARE le battute... O sentirti affermazioni trattate con sufficienza come per dire "ah si, sempre le tue solite minchiate, e io che ti stavo anche ascoltando...".

...
Wrriiiiiii!!!!


Cioe', voglio dire... Ooooorpola'...

All'improvviso sono diventata una persona con troppo senso dell'umorismo?

E si che conoscendomi e' messo male l'universo allora...

Poi che brutta sensazione, che BRUTTA sensazione quando non capiscono, inizialmente realizzi e pensi "ma come, non ci arriva? ma dai..."... lo stupore iniziale poi si tramuta in un leggero layer di fastidio, perche' ti rendi conto che va spiegato...
E non vuoi, non sono cose che vanno spiegate.

Molto spesso inoltre quando spieghi ti senti rispondere in maniera palesemente sbagliata, e allora li' si che ti sale la violenza, e' come un trollaggio involontario riuscitissimo, ti vien voglia semplicemente di picchiarli, e ringrazi ogni dio cui ricordi il nome che non hai un'arma vicino, e sei ancora dotata di un minimo di autocontrollo, quanto basta a dire, alla fine, disarmata e piena di schifo

"... lascia stare va..."
postato da delsys alle ore febbraio 07, 2009 16:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, febbraio 04, 2009

Gravemente lacunoso insufficiente...

Ed e' proprio mentre su quella lavagna continuavano a disegnarsi numeri, numeri, numeri... formule per calcolare distanze che non riuscivo a seguire troppo bene...
"Spiegazione complicata", mi disse poi Riccardo. "Ha detto un sacco di cose inutili."
Si parlava di moltiplicazioni, potenze, cose, e io mi domandavo "no aspetta fermi tutti ma perche'?" non capendoci assolutamente piu' un cazzo.

E' stato proprio allora che ho iniziato a ricordarmi il mio prof di matematica delle medie, e i suoi "Gravemente lacunoso insufficiente" sui fogli, ripetuto cosi' tante volte che un giorno mi disse "Ho scritto Gravemente lacunoso Gravemente insufficiente per variare un po' se no ti devo sempre dare lo stesso voto... Ma che ci devo fare io con te???".
Ho ricordato il foglio riguardante il problem solving, e la sua osservazione misteriosamente affettuosa "Tu mi poni davanti a un interrogativo, ogni giorno. Se hai trovato qualche geniale sistema alternativo di calcolo e risoluzione, se il motivo per cui in certi problemi ti metti a calcolare certe cose esiste, oppure per disperazione sei partita dal risultato e hai cercato di raggiungere i numeri del problema... E se quando invece la risoluzione e' giusta e' perche' tu effettivamente sapevi come svolgerlo e non ti servivano trucchi, o perche' ci sei arrivata per puro caso in quella maniera..."

Intanto ancora tentavo di capire perche' dovevo moltiplicare cosa per cosa, mentre questi ricordi della mia preadolescenza scorrevano selvaggiamente suggerendomi di lasciar perdere momentaneamente e andarmi a rileggere la cosa sul libro.

Dovrei sentirmi spaventosamente ignorante, invece riesco solo a pensare con un sorriso sarcastico che ogni tanto la matematica ri-sbuca fuori, e io devo tornare a farci a pugni nonostante non sia per niente portata, ma proprio per un cazzo.

Per poi dimenticarla di nuovo, non capisco nemmeno io bene il perche', nonostante fosse tutto finalmente chiaro.
postato da delsys alle ore febbraio 04, 2009 11:10 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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mercoledì, febbraio 04, 2009

Il se nella testa del prossimo

Ogni tanto salta fuori una sega mentale inutile di questo tipo, per carita', niente di grave.

Ripensavo alle cose che ho fatto e che sono stata per molta gente. Chissa' come mi ricordano.

Per molti non sara' un ricordo piacevole, della stessa donna che scriveva migliaia di righe sul nulla, che si fregiava di una collezione di ossessioni e una rosa di interessi bassa, che si lasciava sballottare senza controllo da una parte all'altra del suo intollerabile disordine emotivo.

Chissa' quei molti che direbbero, se interpellati, sulla mia persona, che non corrisponde piu'... E se qualcosa di antico e vero ancora lo conservano nella loro memoria di me, al di la' di tutto...

Forse mi conviene non chiedermelo...
Come tutti, ne ho abbattute di cose barcollando...
postato da delsys alle ore febbraio 04, 2009 10:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, febbraio 03, 2009

Io odio...

Io ODIO le battute sessiste femministe piu' di quanto io sia in grado di ODIARE SPONGEBOB e WINNIE THE POOH.

Vi smontero' tutte e non potrete neanche dirmi un cazzo.

Essichero' anche Spongebob al sole e mettero Winnie in un mondo dove non c'e' miele, solo lamette.
postato da delsys alle ore febbraio 03, 2009 06:43 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Nome e Cognome:
Diana Macaluso
Data di nascita:
28 Febbraio 1983
Residente a:
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Occupazione:
Casalinga, Grafica
Occhi:
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Lunghi, biondo cenere tinti di viola
Altezza:
1.71m
Peso:
Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
Giapponese, cucina, psicologia, comunicazione, sociologia e psicologia sociale. Tutto da casa, si, per interesse personale.


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