
Ho sempre posto le mie amicizie su diversi livelli di importanza a seconda di cosa arrivavo a vivere, dire, condividere e riuscire a comunicare alle persone.
Ci sono i miei amici "fratelli d'anima", per cui farei qualsiasi cosa e ai quali sarei pronta a dedicare quasi la mia intera vita se fosse necessario, se fossero in difficolta'. Per me hanno un'importanza abissale, che non si accosta a quella di un amore forte solo ed esclusivamente per mancanza di attrazione fisica (o di desiderio di appagarla in certi casi, del tipo "ok, magari e' figo, ma e' un mio amico.").
Poi ci sono gli amici "amici", quelli con cui condivido una gran parte di cose, magari a volte esco la sera, e mi trovo bene, rido, scherzo, ma sono su un piano un po' inferiore, non tanto perche' non sappiano darmi le stesse cose dei fratelli d'anima (la triade e relative appendici), ma perche' proprio il tipo di carattere e di esperienze e' piuttosto diverso, e non consentirebbe al rapporto di diventare *cosi' tanto* importante.
Ci sono quindi i conoscenti, quelli che se ci sono si passa una bella giornata, se non ci sono, uguale, o a volte anche meglio.
Davanti all'eventualita' di un problema con un fratello d'anima, vado nel panico piu' totale, una cosa mostruosa, e piu' ci si avvicina da amici a quello status, piu' ogni rottura lascia il suo segno indelebile nel percorso della mia intera vita. Sono persone estremamente importanti, come fossero, davvero, grandi amori o parenti.
Li vivo tuttavia in maniera molto tranquilla, mi basta un segno, un simbolo, una parola una volta nella vita che stabilisca in maniera indelebile un rapporto che leghera' con un sottile filo invisibile due vite o piu' per il resto dei loro giorni, ovunque esse siano.
Che vocino la presenza gli uni nel cuore degli altri in qualsiasi momento della giornata, anche se qualcosa dovesse allontanarli per settimane, mesi, anni.
La certezza incrollabile di questi rapporti fa sempre si che in qualsiasi momento sara' possibile, tornando dai vortici delle proprie esistenze per raccontarle e condividerle, si trovera' sempre, sempre, sempre la stessa atmosfera.
E qualsiasi situazione di bisogno incontrera' una mano disponibile, ma non invadente, pronta a qualsiasi cosa possibile pur di strappare un sorriso vero.
Un fratello d'anima puo' anche non aver mai visto determinati posti in cui vivi, ma conoscerne le sensazioni e le atmosfere come fossero le sue tasche, attraverso discorsi, racconti e momenti di condivisione.
I problemi con gli amici, invece, si risolvono in due modi: o vengono discussi e riparati, o si risolvono da soli con il raffreddamento dei rapporti, inevitabile allontanamento, a volte anche triste, ma completamente naturale.
Sono altre forme di rapporti molto tranquilli, salvo particolari esigenze a cui, per carattere e senza cattiveria spesso, non posso rispondere.
In linea di massima e' sufficiente parlare, parlare e condividere emozioni e pensieri, per capirsi quantomeno a vicenda nelle situazioni piu' difficili.
Malsopporto le situazioni di stress, invece, che tendono ad allontanarmi e farmi reagire molto male. Fortunatamente le persone che rientrano nella categoria "amici" molto spesso sanno benissimo di che pasta sono fatta.
I problemi con i conoscenti di solito vengono trattati con insofferenza e cattiveria, e precludono qualsivoglia possibilita', da parte mia, di far crescere il rapporto salvo bruschi cambi di atteggiamento positivi dall'altro lato, che comunque devono avvenire spontaneamente, perche' non amo perderci tempo.
Molti miei amici mi hanno insegnato molte cose, mi hanno dato una mano in momenti importanti e hanno dimostrato di saper reggere lati del mio carattere che sono veramente, veramente difficili, anche in momenti della mia vita in cui erano, se possibile, ancora piu' difficili.
E per questo, non smettero' mai di ringraziarli.
Pezzi dei miei ricordi, delle mie case, dei miei simboli e di me stessa intera, portano inciso il loro nome.
Anche se alcuni non sono piu' vicini come un tempo.