lunedì, aprile 23, 2007

Poche frasi, pochi cazzi

Credo sinceramente di avere qualche problema di comunicazione con il mondo, che mi impedisce di base di sottolineare alcuni concetti chiave della questione, lasciando che venga assimilato tutto il resto in maniera da poter dire una cosa rigorosamente inopportuna che rileggendo o risentendo forse due o tre volte cio' che scrivo o dico si potrebbe evitare di dire.

In realta', come spesso ho studiato, si tratta del differente modo di percepire un concetto piuttosto di un altro creato da determinati schemi mentali che ognuno si fa a modo suo tramite le sue esperienze e tramite quello su cui pensa di aver ragione e di dover parlare.

Allora mi limitero' a poche frasi, almeno per questo post, in onore della sintesi.

Ho visto una macchina che andava sul marciapiede e si ostinava a restarci, senza dover sorpassare nessuno ne' parcheggiarsi poco piu' avanti.

Ho immaginato mosconi grossi come monitor fermarsi al semaforo quando c'era rosso.

Amo l'odore del gas della cocacola quando la si apre la prima volta.

E tutto questo no, non ha importanza, come non ha importanza tutto il resto.
Vivo ardendo e per vivere ardendo ho combattuto.
Quando ardo di pura gioia e puro dolore, di puro stupore, positivo o negativo, non voglio sentire nessuno che mi dica di smetterla ed uniformarmi.

Nessuno.

Sono perfettamente consapevole delle cose positive che vivo, e di quelle negative.
La sono sempre stata.
I miei presunti errori e i miei presunti deliri sono piu' lucidi di quanto voi siate abituati anche soltanto ad immaginare.

Fateci pace, ed io faro' pace con voi.

[Il post non e' riferito ai commentatori di questo blog, percio' se vi siete sentiti chiamati in causa congratulazioni per la coda di paglia]
postato da delsys alle ore aprile 23, 2007 21:16 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria:

giovedì, aprile 19, 2007

Decisioni?

Non saprei, sono molto turbata.
Turbata da una mia stessa, recente ed inaspettata, crisi di pianto notturna.

E' come se all'improvviso, lucidamente, mi fossi resa conto della situazione attuale (piu' che pratica, ambientale) in cui ci troviamo io e Riccardo.
Del Riccardo che ho conosciuto anni fa, non ce n'e' che una pallida ombra che salta fuori ogni tanto. Sorridente, mai preoccupato, mai ossessionato su una singola cosa, mai visibilmente depresso, quella parte di lui e' sparita da un bel po' di tempo ormai, lasciando spazio a un pupazzo nervoso che non fa che ripetersi che non crede di non poter essere felice solo perche' ha un carattere di merda ed e' viziato.
Solo perche' non e' capace di accontentarsi.
Torna a casa tardissimo, mangia, si riposa un secondo, ed e' gia' ora di andare a dormire. Non ha tempo di fare niente, neanche la colazione la mattina. A lavoro, pare lo prendano quasi sempre per il culo punto e basta, salvo poi inventarsi qualche promessa a caso che non mantengono, giusto per tenerlo buono quando lo vedono particolarmente in crisi.

Io, dal canto mio, sto benissimo, di salute e di stile di vita, non posso chiedere altro. Ho solo molto spesso a che fare con la perenne incompletezza di questo posto, e con la certezza che insieme a Riccardo non riusciro' mai a finirla, perche' lui ha sempre molto da fare e molte energie da recuperare, e io, da sola, non lo voglio fare, non voglio occuparmene da sola assolutamente.
Ho a che fare con una serie di progetti in stallo, cosi' tanto in stallo che mi sembra che siano volati via e non sia piu' possibile realizzarli, quantomeno non come prima.

Mi scorrono in testa immagini di questa casa illuminata con una luce un po' piu' gialla, io e Riccardo che facciamo colazione con Altair, tutto a posto, tutto sistemato, un po' di fatica sulla faccia di entrambi, ma tanti sorrisi, tante cose. I libri che ora stanno sul comodino, utilizzati, e non lasciati li' a prender polvere, un anello d'oro al mio dito, telefonate ogni tanto da vari parenti, e come va, e come sta il piccolo, e io che rispondo bene, bene.

Poi l'intera scena si decolora un po' come quando si tenta di arrestare windows xp, e mi rendo conto che neanche saro' qui, probabilmente, l'anno prossimo, e che tutto e', metaforicamente e praticamente, stato sfasciato e abbandonato.
I discorsi fra me e Riccardo non mi fanno piu' ne' sognare ne' sorridere, solo contorcere le budella.

All'improvviso mi trovo davanti uno dei miei mille cosiddetti imprevisti negativi, che alcuni chiamano fallimenti, e nel peso di questa orrenda consapevolezza, mi ritrovo a sentirmi dire che forse questo non sara' piu' il nostro nido, e che devo decidere fra tre cose che non mi convincono tutte e tre.

Modificare radicalmente il mio stile di vita, per seguitare a provare a stare qui, riducendomi alla poverta'.
Modificare radicalmente il posto dove mi trovo, allontanarmi ancora di piu' da tutto, per salvaguardare il mio stile di vita.
Questo, o lasciare Riccardo, e di conseguenza anche me, nel suo stato di perenne ed insostenibile infelicita'.

... E io che non so scegliere se mangiarmi una mela o una pera dopo cena ...
postato da delsys alle ore aprile 19, 2007 17:20 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:

martedì, aprile 10, 2007

Sogno

Ho fatto uno strano sogno ieri pomeriggio.

Ho sognato che vivevo in una civilta' alternativa dove le donne dopo una certa eta' venivano suddivise fra schiave e donne libere.

Curiosamente la cosa a cui tutte puntavano non era essere donne libere, bensi' schiave, perche' le schiave sebbene dovessero obbligatoriamente rispondere agli ordini di un padrone o di una donna libera facoltosa, avevano una serie di agevolazioni e di diritti enormi, erano tutelate da un sacco di leggi, e dovevano obbligatoriamente essere mantenute dai padroni seguendo uno stile di vita piccoloborghese, anche se, nel caso non servissero piu', potevano venir uccise per liberarsi semplicemente di loro come se non fossero esseri umani.

Le donne libere, invece, dovevano farsi un mazzo cosi' per cercare di sopravvivere, tutto era loro piu' difficile, venivano considerate inutili (perche' per esserlo non bisognava avere alcun talento sfruttabile) e delle complete outcast. Molte si suicidavano quando venivano dichiarate donne libere. Sebbene fosse concesso loro di agire nella piu' totale liberta' di pensiero ed azione, e non fosse assolutamente permesso ucciderle, la sopravvivenza per la donna libera non era una cosa assolutamente facile.

In tutto questo contesto io, sin dalla nascita, avevo deciso che sarei stata una donna libera, e che concedere i miei servigi a un signorotto che mi avrebbe trattata come un animale da compagnia (anche se molti padroni in realta' erano ottimi e incredibilmente di buon cuore, avevano cose tipo 20 schiave a cui permettevano di fare qualsiasi cosa e delle quali non si sarebbero mai permessi di liberarsi) non mi garbava affatto come idea. Cosi', fino al momento del sogno, ho condotto una vita di stenti, ma di piacevoli amicizie con dei signori molto colti e molto piacevoli.

La schiava di uno di questi signori (Il meno piacevole in assoluto, guarda la sfiga), ha convinto il signore a tenermi in casa sua come sua convivente (non permetteva alla schiava di vivere con lui e la moglie), e quindi convivevo con questa donna dai capelli rossi e mossi, molto carina, che era una traduttrice eccellente, nonche' bellissima, intelligente ma con poca considerazione di se'. In sostanza faceva da traduttrice per questo ometto coi capelli neri e i baffi, un po' stronzo, proprietario di una grossa azienda con contatti internazionali. E questo ometto, son venuta a sapere, aveva deciso di liberarsi di lei.

C'era un modo di liberarsi delle schiave, si compilava un modulo che certificava il motivo per cui la donna non era piu' utile, e si aspettava il giorno di raccolta. Le schiave venivano quindi portate in un posto e ammazzate in maniera segreta quanto fantasiosa direttamente dallo stato. Era chiamato il "giorno di raccolta delle donne", e ce n'erano due ogni anno. Prima di questi giorni, era folklore che un assemblamento di enormi energumeni molto simili ai barbari si mettessero ad invadere la citta' (preventivamente evaquata dalle persone libere), gridando "puttane della telecom" e picchiando a sangue e violentando sessualmente qualsiasi cosa gli si parasse davanti.

Il sogno era ambientato nel giorno barbarico prima della raccolta delle donne da uccidere, in cui io, per poter avvisare la ragazza che il suo padrone aveva deciso di ucciderla, ero rimasta in casa. L'ho trovata legata ad una parete con davanti un'orda di cagnolini inferociti dall'aria molto molto pericolosa, e non riuscivo a liberarla. Arrivati i barbari in casa, non ho potuto fare altro che nascondermi in bagno, mentre le facevano di tutto, calpestando pero' anche i pericolosi cagnolini.

Appena usciti, l'ho slegata, pulita, aiutata. "Sabea, devi fuggire, il tuo padrone vuole liberarsi di te" "oooh Diana devi andare via anche tu da questo posto, devi trovare un modo..." "Io non corro alcun rischio, alzati, scappa!" "Tu non capisci vero? E dove andrei? E dove credi di poter andare tu!!! Questa e' casa mia, non lo capisci??? Hai passato tutta la vita a cercare di pararti il culo, e sei pure stata fortunata che il tuo culo te l'ho parato pure io, ma sta per finire, non funzionera' per sempre! Loro ti prenderanno, troveranno un modo per piegarti!!! Dalla societa' non si scappa!"

Proprio mentre mi stava venendo la tentazione di legarla di nuovo e andarmene, mi sono svegliata.

 

postato da delsys alle ore aprile 10, 2007 19:13 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

giovedì, aprile 05, 2007

La lavatrice vive di piu'?

Ogni tanto, ripensando ad antichi e molto efficaci spot pubblicitari, mi rendo conto di una cosa molto molto delittuosa che seguito a fare da diversi anni: non uso anticalcare per lavatrici.

Ieri, facendo il bagno, mi son ritrovata ad immaginarmi una scenetta in cui l'omino delle lavatrici della pubblicita' della Calfort veniva a fare un sopralluogo perche' la mia lavatrice non funziona piu'.

- Signora, guardi un po' qui, il pezzo e' da buttare! Ma che anticalcare usa?
- Err, veramente non ne uso neanche uno
*Occhi sgranati e viso incredulo, leggero tremolio del labbro* - Vorra' dire che usa la "marca del supermercato", naturalmente...
- No, mai usato anticalcare. E non sa per quanti anni...
- ... Signora, ma se non usa l'anticalcare i pezzi della lavatrice si consumano e si spezzano
- Ah si? Io non ho mai visto nessuno usare anticalcare per lavatrici, eppure sono al mondo da 24 anni, ed e' una gloriosa storia di lavatrici che non si son mai rotte.
- ...  - *Schiuma un pochettino osservando il pezzo, si gira di scatto, e mi picchia a sangue con la chiave inglese.

--------

Minchiate a parte, la mia gia' ostinata assenza si vuole prolungare causa connessione 56k (che mi rende molto piu' sgradevole l'utilizzo di internet). E' una storia lunga fatta di Telecom, adsl e cambi contratto.

Confido in un ritorno in pieno stile, sfidando l'accidia, anche magari con un template nuovo nuovo.
postato da delsys alle ore aprile 05, 2007 09:33 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria:

About Me


Nome e Cognome:
Diana Macaluso
Data di nascita:
28 Febbraio 1983
Residente a:
Milano
Occupazione:
Casalinga, Grafica
Occhi:
Verde-Grigio-Azzurri
Capelli:
Lunghi, biondo cenere tinti di viola
Altezza:
1.71m
Peso:
Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
Giapponese, cucina, psicologia, comunicazione, sociologia e psicologia sociale. Tutto da casa, si, per interesse personale.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami



Windows Live Messenger & e-mail:
delsys83@hotmail.com
Yahoo Messenger:
delsys83
IMVU:
Delsys
Second Life:
Yumi Laval


Diana Macaluso's Facebook profile


Feed e altro


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Visite


visitato *loading* volte




La grafica di questo blog e' stata fatta da Delsys, ed e' qualcosa di altamente personale. Di conseguenza non dico di non fregarvela, ma quantomeno avvisate e datemi credito nel caso...

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Inoltre, essendo l'equivalente di un diario privato, ne e' severamente vietata la stampa o l'utilizzo senza il consenso del 'proprietario'.