domenica, gennaio 28, 2007

Passami il pappagallo...

Di ritorno da un bellissimo weekend in Sardegna con finale con botto (febbre alta e bronchite), intercetto in taxi con cinicissimo e fischiettante tassista impaziente (ritratto tipico del meneghino al volante ancora ancora di buon umore) un cartellone pubblicitario del Brico.

Una mano tesa sta aspettando qualcosa da afferrare ed utilizzare, e un pappagallo tropicale sta facendo un movimento come se l'avessero fatto scivolare sul bancone a mo di boccale di birra nel vecchio west.
Una scritta sotto:

"Passami il pappagallo".

Per un attimo, quanto basta per raccogliere le idee quando hai la febbre e non vuoi, fidatevi, non vuoi sapere quanta ne hai, resti come per dire "ma che minchiata e'?". Poi noti che il pappagallo doveva essere una pinza che invece e' illustrata, ammiccante, appena sotto vicino alla scritta Brico.

Un elogio a chi l'ha studiata.

Mi e' piaciuta tantissimo.
postato da delsys alle ore gennaio 28, 2007 21:29 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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domenica, gennaio 21, 2007

Bip...Bip...Bip...Bip...Bip...Bip...

Il blog e' in coma come la mia anima.
postato da delsys alle ore gennaio 21, 2007 12:58 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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giovedì, gennaio 11, 2007

Ready steady can't hold me back...

... Ready steady give me good luck...
    ... Ready steady never look back...
            LET'S GET STARTED, READY, STEADY, GO!!!
postato da delsys alle ore gennaio 11, 2007 16:30 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, gennaio 06, 2007

Se solo avessi potuto starti accanto...

... e spiegarti per bene, e farmi spiegare. Essere collegamento, motivo, sostegno, fornire dibattito.

Offrire una valida alternativa a quel mondo di egoismo ed idiozia, tremenda aggravante, tremenda piaga in un'esistenza gia' non troppo facile.

L'esistenza del "buono" dal "brutto" carattere.

In un mondo dove gia' tu ti senti verso la fine spaventato e fuori da tutto, e gli altri non fanno che fartici sentire di piu'. Sguardi che dicono "malato" da quando sei a casa, e non fanno che dirlo piu' forte.

Non si e' eterni, no, e non si puo' pretendere leggerezza da chi non ne ha mai fatto una bandiera. Strappato da un mondo che era diventato tuo, e che mentre eri via e' pure cambiato del tutto, confinato in mezzo a burini di pessima scelta onestamente *non* in grado di capire molte cose.

Ma da qui, da qui, cosa posso fare io? Quando lettere e telefonate sono controllate per un motivo o per l'altro, e le visite per un motivo o per l'altro sono rare e non sufficienti.

Non basta apparire una volta ogni tanto. Dovevi restare con me, con noi, qui. Ed avere tante piccole cose in piu' da ritenere di rara bellezza, tanti piccoli posti in piu' da considerare rifugio di una mente eccelsa per quanto particolare.

Che non e' andata quanto da a vedere.

Quante amarezze laggiu', e quante poche cose per cui permettersi, sotto sotto, un sorriso.

Brutto posto per lasciarsi appassire lentamente, seppur con quel barlume che continua a lottare contro gli "ormai", che affollano la testa.

Perche' si e' fatti cosi' noi scemi intelligenti. Se non c'e' roba per ardere ci si spegne.

postato da delsys alle ore gennaio 06, 2007 10:59 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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lunedì, gennaio 01, 2007

Buon Anno!!!

Oggi non voglio restare in tema come al solito. Voglio rivangare il passato inutilmente, allo scopo di farmi quattro risate e qualche sorriso segretamente nostalgico.

Leggevo proprio oggi, mentre campeggiavo miseramente su SL e il mio fidanzato dormiva (giusta vendetta, stanotte mi sono addormentata ben 2 volte nel mentre, e buon anno direi, che cazzo mi ha preso non lo so, mi abbioccavo a cazzo da tutta la sera), il post del San Silvestro della Profe, che raccontava come, proprio alla vigilia di capodanno, lei avesse consumato la sua prima volta.
M'e' venuta un po' voglia di raccontarla anche a me, benche' probabilmente non gliene freghera' niente a nessuno.

Ai tempi avevo 16 anni circa.
Il sesso per me non era ne' una cosa nuova ne' una cosa misteriosa, benche' io non fossi mai arrivata "fino alla fine", di cose ne avevo gia' fatte e conosciute sin da eta' in cui molti dei miei compagni di classe non sapevano nemmeno con precisione di che si trattasse l'intera faccenda, e snocciolavano domande idiote tipo "ma quando l'uomo si tira fuori non dovrebbe sentirsi di piu' di quando entra?", o roba del genere.

Il mio fidanzato di allora aveva ben 10 anni piu' di me (ma si sa, oltre all'eta' fisica bisogna sempre calcolare anche quella mentale, e questo valeva per entrambi), ed aveva la bizzarra abitudine di dire o far accadere le cose "casualmente" secondo una precisa tabella di marcia, o allo scopo di scoprire cose che io, bastarda, rendendomene conto, non gli lasciavo scoprire rispondendo in maniera volontariamente fumosa.
Una delle cose che cercava di capire era se io fossi vergine. Era palese. Partiva alla lontana con discorsi del tipo "Ah ci sono di quelle ragazze che fanno tanto le sborone e poi quando le prendi ti fanno con gli occhioni lacrimosi 'ho paura sono vergine'. Patetico non trovi?", ma nel mio caso si sbagliava in maniera clamorosissima.
In prima istanza, non sboronavo in giro raccontando mirabolanti avventure mai accadute, e poi non avevo paura proprio di un bel niente, quindi ho lasciato che si tenesse il dubbio ritenendomi d'accordo sulla sua opinione e non snocciolando il mio status neanche dopo morta.

Successe un giorno (uno di quei giorni che avevo capito benissimo si sarebbe spinto piu' in la *sin da subito*, chiamatelo intuito femminile) che l'uomo decise di concludere la faccenda. Mi porto' in macchina in un bel vicolo imboscato dietro al naviglio, e inizio' a fare quel che doveva fare.
Lo lasciai fare senza farmi alcun problema di sorta, sorvolando su alcune battute sulle dimensioni del suo pene (sorprendenti, ma non e' che me ne sia mai fregato tanto di uno che "misure" ha, infatti sono rimasta completamente indifferente laddove, probabilmente, si aspettava una faccia stupefatta davanti al suo orgoglio maschile incarnato), e quando arrivammo al dunque feci l'errore di chiedergli, con una certa cortesia, di non farmi male.

Ora, non era un non farmi male spaventato o che, anche perche' il signore era gia' entrato, come poi mi ha fatto notare, e anche con una certa agevolezza. La frase era dovuta al fatto che, anche se leggermente, qualcosa la sotto bruciava, quindi anche se aveva gia' risolto il primo ostacolo, forse era meglio che non si mettesse a crivellare come un disgraziato, e si sa, meglio avvisare.
La vicenda si e' conclusa in maniera sorprendentemente poco tragica in realta', almeno per come me la ricordo.
Il dolore (che era un bruciore di quelli che si ignorano facili, come quello di un pizzicotto leggero) e' sparito immediatamente, e non e' stato ne' strano ne' insensibile come capita alle meno fortunate, anzi, decisamente piacevole.

Alla fine di tutto il nostro eroe mi snocciola la frase "Potevi dirmelo che eri vergine pero', ora ricorderai la tua prima volta in una macchina davanti a una discarica abusiva!".
Sinceramente, era la cosa meno ridicola del tutto, ma si sa, io ho una mente esageratamente sarcastica.

Finita la frase, fra l'altro, l'unico faretto che illuminava la vietta s'e' pure fulminato.
Dalla famosa discarica abusiva che, effettivamente, affollava la vietta, sono usciti dei bellissimi micetti.

Lieto fine.
postato da delsys alle ore gennaio 01, 2007 13:20 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Diana Macaluso
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28 Febbraio 1983
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1.71m
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Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
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