venerdì, dicembre 29, 2006

Il terzo della triade...

Non lo so cosa io pretenda, in realta', da un uomo cosi' scazzato e facile da trascinare.

Un segno, un gesto, qualcosa che per i suoi conoscenti del cazzo non farebbe, forse. Qualcosa che non mi faccia sentire quella sopportata per gentilezza, forse.

Io questo film l'ho gia' visto, anche se gli attori erano diversi. Quando la mia testa faceva di questi ultimatum, proprio in quel momento, mi e' stato dimostrato non solo di valere meno di molta gente, ma di valere molto meno di quanto avrei mai voluto sapere.

In fondo, questa cosa, gliel'ho gia' chiesta, anche se in maniera piu' skizzata. Lui ha risposto appianandomi allegramente, con una pessima citazione, ad una serie di persone che ora, guardacaso, non ci sono piu' (salvo 2 o 3 eccezioni al massimo).

Saro' vanitosa, ma il mio modo di essere amica e' un po' diverso da uscire sempre e dirsi quattro cazzate in croce. Io non sono quella da "ripigliati", sono quella da "che hai, parliamone". E mi sembra che questo meriti un posto un po' meno misero nel sistema di valori della gente, ma che cazzo ne so, che cazzo ne so.

Questo viene preso a calci piu' facilmente in fondo.

Perche' e' molto piu' facile, facile si, avere a che fare con gente a cui di te, sostanzialmente, non gliene frega un cazzo. Sono meno impegnativi, tutto sommato.
Non e' cosi'?

... Ed ora dammi un segno, dimmi una parola, ti prego, o vattene da quel posto che ti ho dato e che non meritavi, amico non della mia persona, ma della mia anima...

Sarebbe doloroso che succedesse di nuovo.
postato da delsys alle ore dicembre 29, 2006 09:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, dicembre 26, 2006

Il mio nome e' Delsys, regina delle regine...

Bene, oggi ho ritrovato un po' del mio senso dell'umorismo.

Per chi non ne fosse gia' al corrente, in diversi profili per cercare "l'anima gemella" (che frequento a scopo di indagini private), o anche semplicemente in cui bisogna descriversi in maniera approfondita per qualsiasi ragione, si e' iniziato a definire il tipo di senso dell'umorismo.

Il mio tipo di senso dell'umorismo e' sarcastico / cinico / pungente, in genere, e quando lo ritrovo ritrovo anche tanto simpatico veleno. Ma non e' una cosa brutta come molti si potrebbero aspettare, anzi, il fatto stesso che io parta a scrivere migliaia di righe contro gente totalmente a caso molto spesso significa che son tornata, metaforicamente, a guardare la televisione chiedendomi come mai il mondo non e' ancora mio, come Dogbert di Dilbert.

Credo fermamente di avere un carattere di merda. E ci sono affezionata e lo proteggo ormai da tempo, percio' da domani una minilegge vietera' di stracciarmi i testicoli che purtroppo non possiedo per qualche strano scherzo della natura, che si sa, ama rendermi tutto infinitamente piu' complicato nonappena puo', ma non le porto rancore, credo.

Sono stata svegliata dal solito rumore molesto di mio padre, devo dire che mi ci ero disabituata. Alla scena "del trapano" oggi si aggiunge quella "della motosega". No: fortunatamente non ha usato *davvero* una motosega, ma il rumore che ha prodotto era equivalente a quello che produce il falegname quando ti accorcia il pezzo di tavolo col seghetto a mano.

Tutto questo per aprire un pandoro. Tutto questo alle sette del mattino.

A monte, va be, chissenefrega, ma piu' tempo passo a contatto con mio padre, piu' tempo credo nella teoria dei talenti naturali, innati.

Penso che ci sia davvero gente ferrata, dalla nascita o da pochi anni piu' avanti, per una determinata cosa, ma ferrata *veramente*. Che la cosa sia utile e gradevole poi non e' per niente scontato, anzi, pero' noi tutti abbiamo un talento innato.

Il talento innato di mio padre e' disturbare la gente. Se soltanto il disturbo della quiete pubblica fosse un lavoro anziche' un crimine, probabilmente lui sarebbe un miliardario. "Macaluso e lei che vuol fare da grande?" "Il rompicoglioni". Un successo senza precedenti, da entrare nei libri di storia. Perche' apparentemente non lo fa neanche apposta, di conseguenza non gli si puo' dire piu' di tanto, ed anche questo, sospetto, fa parte della grande strategia che ha imparato ad adottare sin da piccolo.

Cambiando completamente ed improvvisamente discorso come faro' assai spesso in questo post, vi parlo del mio Natale. Il Natale e' bello perche' si mangia e ci sono i regali, poche fregnacce. Niente nascite di figli di strane divinita' appartenenti a religioni morte, niente buonismo, niente "icone pop" create da marche di ottime bevande, che quando la gente lo scopre e' sempre cosi' inutilmente scandalizzata... La gente vuole il regalo e per ricevere il regalo fa il regalo e sorride tesa, come per dire "osa non farmelo tu ora!". Ed e' bello cosi', ammettiamolo.

Amo la festa comandata perche' altrimenti la gente e' troppo stronza e non ti regala mai un cazzo. Quindi bando alle cazzate tipo "dovrebbe essere Natale o San Valentino tutto l'anno" perche' non ci crede nessuno che tu in realta' saresti tanto misericordioso e capace di dimostrare il tuo affetto in ogni giorno della tua disgraziatamente lunghissima vita.

Parlero' dei regali quando e se finiro' comunque di riceverne nonostante io sia cosi' spudoratamente poco romantica. Ce ne sono stati di davvero bellini quest'anno.

Nell'aria, a discapito di quanto ho scritto ieri, cominciano ad aleggiare i cari bei "propositi per l'anno nuovo", fra cui da parte mia e del mio consorte la conquista del mondo e di tutte le cose, l'allevamento di un figlio che se la mia adorata madre natura decidera' di farmi avere la ringraziero' tanto, visto che teoricamente avrebbe dovuto farmi nascere per quello, la ripresa delle nostre esistenze reali nell'ambito domestico (e non attaccate a videogioco/mondo virtuale/filmino di indubbia immoralita'), l'adottare un'alimentazione un po' piu' bilanciata (e a questo onestamente non ci crede nessuno e ci sperano tutti allo stesso tempo)...

Staremo a vedere.

A me fa ancora un po' fatica pensare a Capodanno sinceramente.

Mi sa che me ne sto a casa davvero.

postato da delsys alle ore dicembre 26, 2006 09:12 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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lunedì, dicembre 25, 2006

Buonnattalllleeeeeee...e...e.

Guarda un po' chi c'e'!

Ok, lo ammetto. Ho ciulato questa immagine da un antico post di questo blog e l'ho pure linkata direttamente perche' mi sentivo TROPPO in sbattimento per stare a salvarmi l'immagine, uploadarla e linkarla, mea culpa, mi appello allo spirito natalizio mi inginocchio sui ceci e chiedo perdono.

Se qualcuno dovesse accecarmi con una lampada da interrogatorio, chiedendomi perche' l'ho fatto, risponderei che era troppo adatta per non usarla.

Che dire in questo Natale?

Tanti bei regali, tanto cibo, tanti pacchetti ancora da consegnare. Un Natale un po' stanco dalle mie parti, niente albero, nessunissima voglia di proiettare il pensiero verso Capodanno.

Eppure, un passo lo si e' fatto, e il torpore della mia simpatica pseudodepressione pian piano scivola via. Qui ci si rialza in fretta. Oddio, relativamente.

I miei amici sono delle simpatiche teste di cazzo, ma questo non e' nuovo tutto sommato e lo spirito Natalizio mi spinge a chiudere un occhio, poi si rigira nel letto e si rimette a dormire.

Fra migliori amici secolari che si permettono il lusso di fare gli stizziti perche' per una volta tanto sono io che non mi curo piu' di tanto se esistono o meno, amici ritrovati che se la prendono perche' sarebbe una grossa gravuria raggiungerli in capo al mondo per un capodanno la cui organizzazione sarebbe difficile e nel quale la sopravvivenza pacifica sarebbe da missione militare (cause varie fra cui Riccardo, gatti, altre persone che si litigano la mia presenza da ben prima [mi sa che li mando tutti in culo e sto a casa], spettacolare carenza di gente che io conosca e con cui non abbia avuto scazzi abbastanza significativi), gente che si ripromette di farsi viva prima o poi, quando le stelle saranno allineate, e gente che scrive ti voglio bene ma mi sorprende persino che sia ancora viva... E' un circo.

Dribblo ormai da un po' alcuni tipi di parentela, e sto bene, si puo' dire.

Quando ho sentito Coriandoli a Natale dei Subsonica per un po' mi e' venuta in mente di fare una scaletta di quanti utilizzi in realta' si possano fare di dei coriandili a Natale, ma poi dal video ho evinto che il testo era scritto da una persona che molto probabilmente s'e' ammazzata, quindi ho deciso di portare un po' di rispetto, almeno fino al prossimo momento in cui la mia acidita' tornera' alle stelle. (Ora e' a livelli normoDelsys)

Che altro.

Auguri gentaglia.

postato da delsys alle ore dicembre 25, 2006 12:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, dicembre 19, 2006

Ancora una volta...

... sto cercando di recuperare la mia autoironia da dove devo averla buttata, forse in fondo al cestino.

Come in quei momenti grazie ai quali ormai meta' della mia compagnia sa quando attaccare a cantare il gingle di "tu conti"!

Voglio una reazione alla "tu conti".
postato da delsys alle ore dicembre 19, 2006 15:00 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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martedì, dicembre 19, 2006

Che dire...

... Ieri ho vomitato roba che avevo dentro da giorni. Non so cosa io non abbia digerito ma e' stato orrendo. Tutto oggi ho avuto una febbre della madonna ed alzarmi non mi e' stato possibile. Ora sono le 3 di notte, forse anche le quattro, e non ho sonno (perche' in fondo sono stata a letto tutto il giorno!), e non ho neanche niente di divertente o poco rumoroso da fare.
Mi fa un po' male il petto e ho la testa pesantissima.

Per tutto il giorno e per chissa' quanto tempo (perche' dubito di aver assimilato qualcosa in questi giorni), ho mangiato solo un'insalata e un wurstel di pollo.

Sono di umore pessimo.
postato da delsys alle ore dicembre 19, 2006 03:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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venerdì, dicembre 15, 2006

Alti e bassi milanesi

Milano ultimamente non mi accoglie con grandi colpi di fortuna, ma quantomeno si puo' dire che mi dia qualcosa da scrivere...

Raggiungere i 5 minuti di gloria di Luca e' stato piu' faticoso ed amaro di quanto si prevedesse, e il fatto che la cosa mi abbia fatto vivere un simpatico deja-vu non mi e', in realta', andato giu' molto bene.

I presupposti sono sempre gli stessi, io che mi scapicollo da una parte della Lombardia all'altra, prendendo treni, mezzi, correndo a destra e a manca e coinvolgendo gente di ogni tipo per trovare il posto dove il nostro eroe mi ha gentilmente invitata.

Fra treni che ci passano davanti, pranzi che finiscono tardi, tram che restano bloccati da auto, edifici che non si trovano in quanto in 4 anni effettivamente l'universita' e' cambiata un sacco, una balla e quell'altra, alla fine arrivo in ritardo, ma giusto in tempo per passare un'oretta a festeggiare in loco, con un ottimo champagne e un pasticcino.

Grata che il mio nome fosse nella lista dei ringraziamenti, anche se nell'ultima riga.

Bhe, quando giunge il momento di fare qualcosa, un'uscita, o chissa' che, per parlare, per festeggiare, gli "amici" di Luca tacciono con aria visibilmente scocciata, come per dire "ma che, ancora, e che palle io volevo andare a casa!", e li' cala un'ombra sul tutto (non che l' "essenza priva di essenza" di molti di loro non avesse gia' fatto presagire l'ombra eh...), e congedati quelli che se la riescono a filare subito pur di non stare troppo in ballo con questa incredibile seccatura, si decide di portarsi verso un posto che e' chiuso per ancora 40 minuti. E va be, aspettiamo no?
No, il resto della cricca abituale del nostro eroe annuncia che se ne va a casa. Bene.

A questo punto cosa ci si aspetta che faccia il nostro eroe, trovatosi solo con una persona che deve andare in stazione, Luna che e' venuta da chissa' dove e ha ancora un'ora volendo, Riccardo e Diana che si son fatti migliaia di km e comunque potevano stare in giro fino alle 11, e uno che alla fine di qualunque decisione avrebbe riaccompagnato in macchina?

A [Logica])   Cambia locale si beve si scherza e si va a casa man mano tutti quanti
B [Ordine di importanza])   Accompagna alla stazione la tizia, congeda o si porta dietro l'amico, e sta in giro non importa dove con i venuti da sadiolandia.
C [Fanculo a tutto quanto])   Annuncia che si torna tutti a casa, accompagna alla stazione la tizia e Luna, prende il tizio e lo riaccompagna a casa, e lascia Diana e Riccardo soli come degli stronzi in mezzo al nulla perche' non pretendono di essere accompagnati chissa' dove.
D [Attacco isterico-pornografico])   Nonostante il freddo, lentamente, si leva il giaccone, la giacca, si sbottona l'ottima camicia, si lecca un pollice e lo infila fra il pantalone e cio che ci sta sotto
E [Attacco isterico-sincero])   Inizia a dire come la pensa, specialmente in maniera cattiva, su tutti i presenti, alcuni li picchia anche, tira su il telefono e insulta anche gli assenti, e decide di cambiare fase della sua vita per sempre, prendendone le redini e andando verso un sicuro successo.

Naturalmente, il fellone, decide di fare C [Fanculo a tutto quanto], che in fondo e', almeno dal mio punto di vista, la cosa *PEGGIORE* che potesse decidere di fare fra quelle 5.

Se la volta del concerto a Bollate mi era dispiaciuto ma ero innamorata e deficiente, e quindi mi andava bene lo stesso, questa volta un po' di amaro in bocca mi e' rimasto sul serio.

Il ritorno a casa non e' stato dei piu' fortunati nemmeno lui. Con la vescica non svuotata sin dal congedo, io e Riccardo ci dirigiamo verso un tram, e questo tram non passa per almeno un'ora.
Cambiamo rotaie e prendiamo l'altro tram, che ci porta fino a vicino al Pirellone, ma vicino nel senso piu' strano del termine. Dopo migliaia di giri allo scopo di capire veramente dove fossimo e perche', ci siamo stufati e siamo andati in Cadorna a papparci qualcosa.
Distrutti e desiderosi di tornare a casa, ci accorgiamo che non abbiamo le chiavi, ma tutto sommato i miei avevano annunciato di tornare verso le 11.
Ci piazziamo sulle scale, Riccardo ha un attacco di diarrea fulminante che va ad espletare alla pizzeria, usiamo il pc per qualche minuto, ci alleniamo a picchiarci per qualche minuto, ci mettiamo a fare il gioco delle imitazioni per qualche minuto, e poi cadiamo nella disperazione piu' nera.
Dalle 10.00 a, bho, cos'era, l'1 di notte, restiamo sulle scale, inizia a montarmi un dolore ai bronchi stile attacco di panico, devo andare assolutamente in bagno, e i miei genitori finalmente ritornano.

Fiondati a letto praticamente subito, allo scopo di far finire una giornata di alti e bassi milanesi al piu' presto.
postato da delsys alle ore dicembre 15, 2006 10:01 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, dicembre 02, 2006

Tartufo + 1 della valle di Icewind

Ogni tanto mi chiedo, ma la gente e' rincoglionita, io sono particolarmente cattiva, oppure il mio cervello e' scollegato da quello che dico e scrivo, e penso di aver detto una tal cosa quando invece la gente capisce sempre tutt'altro?

La domanda si puo' applicare a molti casi ultimamente, il cui piu' neutrale e divertente vi raccontero' oggi, ovvero: la mia avventura con la cameriera della pizzeria.

Stordita: "Ciao! Avete scelto?"
Io: "Si, per me un calzone farcito, per lui una rustica"
Stordita: "E da bere?"
Riccardo: "Due cocacole"
Stordita: "Ok"

Naturalmente questa parte in quarta *convintissima* senza neanche chiedere, e mi piazza la rustica sotto la faccia come per dire "tanto io lo so che sei tu quella che prende porchetta e patatine sulla pizza!", le indico gentilmente che e' per Riccardo. E fin li' va be.
Arriva il momento del dolce.

Stordita: "Volete qualcos'altro?"
Riccardo: "Si bhe, un cocco e..."
Io: "Un tartufo nero affogato al caffe'."
Stordita: "Si ma come lo vuole il tartufo? Perche' ce l'abbiamo al caffe' al limone al cioccolato alla vaniglia..."
Io: "Nero, cioccolato no? Nero."
Stordita: "Quindi al cioccolato."
Io: "Si."

Parte, e a parte che torna indietro (quando non doveva far altro che aprire un gelato, aprire l'altro e ficcarlo dentro un bicchiere con del caffe') piu' di mezz'ora dopo, ma comunque arriva, poggia velocemente i dessert e si allontana senza piu' volgere lo sguardo (fortunatamente!!!) verso di noi.

Guardo bene il mio dessert e vedo con profondo stupore che e' BIANCO.

Ora.
Ma brutta rincoglionita di merda e anche stronza.
Quale parte di NERO, cosa che ho detto 3 o 4 volte, o CIOCCOLATO, che mi hai fatto ripetere 2 volte in tutto, non ti e' chiara??!?!?!?!?!?!?!?!?!

Niente, mi ha portato il tartufo nero albino della valle di Icewind, fra l'altro anche buono, ma di nero e di cioccolato neanche l'ombra, neanche dentro.
Fra l'altro quella sera ero molto nervosa ed emotiva, quindi le avrei spaccato molto volentieri la faccia, e rendendomene conto, ho deciso di non farmi cambiare il gelato perche' penso che gliel'avrei gettato in faccia.

Per chi ne avesse la possibilita', fra l'altro, consiglio la visione di Last Quarter, film ispirato a un fumetto, naturalmente giapponese. L'ho visto sottotitolato in inglese. Non e' roba, ammettiamolo, per cultori appassionati pseudointenditori del cinema +1 rotture di palle, danno da impatto +5, umani e occidentali, ma sicuramente e' roba per chi vive dalla "mia parte del grafico", nella mia "dimensione alternativa", e che non si mette stracciare le balle sulla forma una volta che viene investita dal "significato".
Tante sarebbero le frasi da citare, per non parlare del fatto che la main track della colonna sonora e' una delle mie canzoni preferite (The Cape of Storms).

Bhe, sto aspettando Luca, chissa' se arrivera', lol.

Buona camicia a tutti.
postato da delsys alle ore dicembre 02, 2006 11:32 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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Nome e Cognome:
Diana Macaluso
Data di nascita:
28 Febbraio 1983
Residente a:
Milano
Occupazione:
Casalinga, Grafica
Occhi:
Verde-Grigio-Azzurri
Capelli:
Lunghi, biondo cenere tinti di viola
Altezza:
1.71m
Peso:
Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
Giapponese, cucina, psicologia, comunicazione, sociologia e psicologia sociale. Tutto da casa, si, per interesse personale.


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