Bhe?
Son sopravvissuta a peggio, qualsiasi cosa sia realmente successa nella mia testa in questo periodo. Sono sicuramente sopravvissuta a peggio.
E il piccolo, continuo, regolare concatenarsi di minuscoli eventi fastidiosi non dovrebbe essere, in realta', una novita'.
A volte mi ritrovo a pensare che c'e' gente che non sa neanche di che sto parlando, e loro tutto sommato che han fatto di meglio, sin da quando sono nati, perche' a loro ste cazzate non son mai successe?
Perche' quando racconto la mia storia, con il sorriso piu' cinico e le parole piu' in assoluto divertenti che riesco a trovare, mi guardano sempre un po' come per dire "eh pero', cazzo che sfiga", un po' come si faceva un tempo con Dodo su Alar?
E si che di grandi clamorose tragedie e poi silenzio, no. Mai vissute, e ringrazio quella forza misteriosa che mi dilaziona la grande tragedia in piccole minchiate ricorrenti. A volte no, cazzo, a volte non ringrazio, ci vorrebbe questa bella botta che ti pianta col culo per terra veramente, e davanti alla quale tutto il resto della vita ti sembra una passeggiata, una robetta da poco, basta che il resto smetta di verificarsi, verificarsi, verificarsi.
Si sto delirando non c'e' bisogno che qualcuno me lo scriva.
Forse ho un torto marcio ad essere gia' stufa a 23 anni, a cercare un mondo in cui vada tutto se non bene almeno come nei piani, visto che i piani sono di per se molto limitati e non mi sembra di pretendere chissa' che dalla vita, al contrario...
Qui la casa non e' neanche la parvenza di cio' che vorrei che fosse, ma dobbiamo portare pazienza, tenerci questi mobili smangiucchiati e queste scatole di cartone che tanto influenzano negativamente il mio morale, il pavimento appiccicoso sotto la lavastoviglie, la mancanza di cestini appendiabiti specchi lunghi ceste per la lavanderia librerie mobili cose che renderebbero questo accampamento una casa, una casa che posso chiamare mia, non "delle circostanze".
Ho fatto di nuovo l'errore di scioperare, e per giorni, forse settimane, sedermi stufa degli inconvenienti, smettere di scrivere, smettere di lavarmi, smettere di fare altro che non sia sesso, mangiare (e neanche tanto!), dormire o ficcarsi su secondlife o in qualche altra droga virtuale.
Risultato? Quando entro in cucina (che non vedo da secoli, e chissa' come cazzo ha fatto a ridursi cosi') mi viene il vomito al solo pensare di dover riordinare tutta quella roba.
Lo stanzino mi guarda rinfacciandomi la mia accidia, la mia accidia senza giustificazioni, mi sgrida, mi dice "guarda dove fai dormire la gente", mi dice "vedi sei ancora a questo punto", mi dice "e adesso dove cazzo stai andando?", mentre mi allontano velocemente, e il bagno mi attende pieno di cartoni vuoti della carta igienica, roba che a riciclarli si salvano non so quanti ettari di foreste, roba per terra che non voglio sapere cosa sia, asciugamani qua e la' tranne che al posto giusto, giornali, suppellettili.
Arrivo in camera e noto quasi allarmata la quantita' di bottiglie, bottiglie, non piu' di plastica, sono vetro, sono il risultato della mia reazione alle ultime notizie, sono tantissime.
Il letto e' come sempre sfatto, l'armadio ancora mezzo vuoto, l'asse da stiro non si vede piu' da secoli, e di nuovo scatoloni in giro, mobili smangiucchiati o orribili, mezzi vuoti, come se in fondo, che cazzo vuoi metterci?
Pero' io non voglio fare tutto da sola.
Non voglio sistemare tutto come se fosse mio soltanto, e affar mio soltanto.
Saro' abituata bene dai tempi in cui gli amici mi aiutavano o accompagnavano nei momenti di cambiamento o di "emergenza invivibilita' ", sara' che sono fissata a voler condividere i momenti, i preparativi, le cose, sara' che onestamente non ho forza, non ho voglia, e si sa, e' inutile continuare a dirsi o a sentirsi dire "alza il culo", se non c'e' forza non c'e' forza.
Tutto cio' di cui ho voglia e' dormire, mangiare, fare sesso e uccidere le ore del giorno davanti al pc, e mi fa un po' schifo.
Si accumulano davanti a me progetti che non posso o non riesco, per un motivo o per l'altro, a portare avanti, e li guardo allontanarsi con sommo dispiacere.
C'e' chi probabilmente pensa il contrario, ma conciata cosi' io non ci sono mai stata, e per cosa poi, per cosa?
Cosa c'e' che non funziona nella mancanza di entusiasmo nel sapere che e' arrivata la volta ogni tre mesi, Luca verra' a trovarmi, Gloria e Ventu forse si faranno vedere in settimana, si andra' a vedere il tavolo, i mobili, tutto?
Dicevo che a me l'entusiasmo non era passato, bhe, mi sta passando, mi sta passando tutto, mi sento un'ameba senza cervello, per niente in grado di vivere come ha sempre voluto, serenamente, ma comunque intensamente.
Intensita'.
Intensita', dove cazzo sei? L'unica cosa di intenso che riesco a provare ora e' ribrezzo, ribrezzo, ribrezzo, e per cose che sono soltanto ed esclusivamente colpa mia, colpa di questa forza che non ho mai, che non ho mai, che fingo sempre ma non ho mai.
E quando ingoio i miei magoni da donna folle e isterica, Riccardo mi dice di gridare, di sfogarmi, di picchiarlo, di fare qualcosa per esternare tutto quanto, ma cosa c'e' da esternare? Cosa?
Di *cosa* mi posso lamentare? Cosa posso farci? Con chi altro me la posso prendere che non sia io, questa faccenda non riguarda nessun'altro, e se c'e' una cosa che non faro' *mai* volontariamente e' rendere gli altri vittime delle mie psicosi senza senso.
Riccardo e' in costante loop "culo-ripresa" da lavoro. Lavora, quando torna a casa si lamenta e si preoccupa brevemente di come vanno le cose a lavoro, si siede, si organizza, programma, chatta, si riposa perche' in fondo e' stanco e gli serve dello svago, e poi torna a lavoro. E' un ragazzo d'oro e cerca in ogni modo di rattoppare questa mia crisi di nervi "brand new".
Il resto credo che forse manco lo veda, o lo lasci cosi' volentieri da parte...
Ma e' giusto, tutto sommato il resto e' compito mio.
Parla di futuro, di cose che sono, ancora una volta, ai miei occhi, lontanissime, e pertanto forse solo chiacchere.
Il presente, il presente, chi me lo aggiusta, o chi mi aiuta ad aggiustarlo?
Questa casa e' davvero bella, piena di potenzialita', non voglio pensare ad affittarla e piazzarmi in un altro posto ora, no cazzo.
Vorrei solo che una volta tanto le cose andassero come le avevo immaginate e progettate, ma pare che sta cosa non sia possibile mai.
E ora cosa dovrei fare? Infilarmi in una vasca da bagno senza box doccia, uscire mettendo i piedi su un unico, sporchissimo tappetino da infilare subito dopo in lavatrice, creare chili di spazzatura con la roba in cucina, spostare tutto, prendere in mano quel bastone lavapavimenti che si stacca, cercare da qualche parte un detersivo per pavimenti se ancora c'e', strofinare per ore, poi passare a strofinare per ore altre cose, mettere sacchetti della pattumiera in posti che si stanno riaccumulando, fare duemila lavatrici e lavastoviglie, raccogliere cose in giro, fare i due letti, prepararmi ad accogliere Gloria e fare con lei una gran bella spesa, non sembra tanto a scriverlo cosi', vero?
Quanto di tutto questo riusciro', realisticamente, a fare oggi?
Tutt'ora nella mia testa non ho abbastanza ordine.
Non riesco a capire se mi irrita, brucia e dispiace di piu' il fatto che niente mi e' mai chiaro, facile, immediato, il fatto che l'entusiasmo di tutti tranne il mio sembra essersi spento, il fatto che la vita mi prenda sempre di sorpresa con i suoi eventi inaspettati nonostante i mille sforzi che io faccio per aspettarmi di tutto, il fatto che pensavo, forse, di esser stata proiettata in un mondo dove i miei problemi non fanno che affacciarsi, ogni tanto, temporaneamente, e poi andarsene finalmente a fanculo, e pare non sia cosi' in realta', il fatto che, bho, forse ogni tanto mi irrito brucio e dispiaccio a caso, come dice la nostra GoreFairy.
Pero' stamattina sono decisamente dispiaciuta.
Ora cerco di capire perche' cosi' la smetto.
... Quando ho visto il mio gatto ideale (una gattina con pedigree, rosa, pelo lungo e musino non troppo schiacciato, col nasino rosa, le zampine rosa, la linguetta rosa e gli occhi rosini, una facciotta che conquistava, si e' fiondata a miagolare appena mi ha vista. Che carinaaaa!!!) ed indagando sul suo prezzo mi son resa conto che non potevo portarla via da quella brutta gabbietta. 180 euro (e' anche poco per un gatto cosi'!!!). Lei si stiracchiava, e si raggomitolava!!!
E faceva "miu!!!".
Mi sembrava l'incontro che ho avuto con palletta da piccola.
Peccato per i 180 euro di mezzo, me ne sono innamorata.
Risultato della visita ginecologica:
Gravidanza: Assente.
Segni di vita delle ovaie: Vive ma addormentate da un ennesimo sbalzo ormonale dovuto al terzo mese di mancata assunzione della pillola
Nausea: Probabilmente causata dallo sbalzo.
Irritazioni tipiche della gravidanza: Casualita' dal tempismo eccellente.
Probabilita' di gravidanza nei prossimi mesi: Alta, consigliati rapporti non protetti finche' non riesce
Tempo stimato per la buona riuscita della cosa: Da un mese a un anno.
Soluzioni proposte dalla ginecologa:
Dieta: Da correggere non troppo bruscamente.
Irritazioni: Da eliminare con una pomata per la coppia
Nausea: Fottersi.
Gravidanza: Non smettere di tentare ne' allarmarsi in assoluto. Evitare accuratamente stress e nervi.
Soluzione proposta da Delsys:
Dieta nelle prossime 24 ore se possibile: Alcolici, speck, salumi crudi, sushi
Irritazioni: Da eliminare con una pomata per la coppia
Nausea: Fottersi.
Gravidanza: Piangere istericamente per un paio di giorni terrorizzata dal ritorno dei propri problemi ormonali, quindi continuare a tentare e organizzarsi nel frattempo.
A questo, se e' possibile, non vorrei commenti idioti.
Sono molto scocciata dal modo in cui la vita mi prende per il culo.
Lol.
Direi che lol e' il modo giusto di iniziare questo post.
Stamattina teoricamente mi sarei dovuta svegliare per le 11.00, fare con calma la doccia, prepararmi verso le 11.45 e finalmente alle 12.00 uscire di casa per raggiungere la cara vecchia Milano.
Mi son svegliata alle 12.00.
Corsa abissale per prendere il diretto, arrivo giusto in tempo.
Giusto in tempo per scoprire che il treno s'e' scassato.
Aspetto con non troppa ansia il regionale, e raggiungo la mia citta' con qualche minuto di ritardo, giusto all'ora di punta per beccarmi in pieno tutto il casino.
A tratti e' stato come se non fosse mai smesso di essere mio, tutto questo. A tratti un po' visitatrice gia' mi ci sentivo.
Stessa sensazione a casa, l'atmosfera di gia' vissuto, di abitudine come ancora non ci puo' ragionevolmente essere in una casa in continua evoluzione, tutt'ora in costruzione.
Il panorama fuori dalla finestra, Giovagnoli e Venturini che mi aspettano sotto casa, il mio gatto, il medico cosi' orribilmente prevedibile che ti puoi preparare le frasi da dirgli...
Ricordo nettamente quanto stavo male qui, qui inteso per in questa casa.
Pero' e' stata un'emozione, e sono sinceramente felice di aver fatto questo tuffo nel passato.
Questo tuffo in una Milano che giammai avrei avuto intenzione di abbandonare, e in un certo senso avevo quasi dimenticato il perche'.
Questo posto grigio e ostille si adatta alla mia anima e natura nella maniera piu' spontanea che ci sia.
Perche' in fin dei conti io sono nata in una terra piatta, di palazzi alti, vita notturna e gente seriamente stronza nell'anima. Per quanto mi sia adattata bene al resto... Parte del mio cuore resta qui.
Mi rendo molto nettamente conto, tuttavia, che questa citta' e' ostile al mio stile di vita e il mio modo di essere stesso, cose che mi ''Permetterebbe'' soltanto se io avessi una barca di quattrini.
Non credevo che avrei fatto tutto questo, ma ora che l'ho fatto il resto mi e' cosi' vicino, e allo stesso tempo cosi' lontano...
Come se fossero passati secoli, ma in quei secoli fosse cambiato poco o nullla.
Come se il posto migliore dove sedermi fosse sempre quella che prima era camera mia, e dove parlare la cucina, non importa quanto grande e ormai vuoto sia il salone, il salone resta qui, per le notti davvero tarde, per le notti difficili ed insonni.
Non scrivo molto, perche' non vivo molti momenti da post ultimamente, non la chiamerei neanche depressione, perche' le mie depressioni sono molto intense e vissute. Sono molto apatica ultimamente, come se aspettassi che qualcosa di grosso e di intenso si affacciasse di nuovo nella mia vita.
E lo sta facendo, lo sta facendo.
A tal proposito ci si sente prossimamente su questi schermi per i risultati delle prime analisi.
Ho sempre sognato di starmene in pace, laddove pace era uno stato di non sofferenza e non stress.
A volte pero' vorrei ardere ancora una volta cosi', proprio come oggi. Da troppo tempo non c'erano novita', non c'erano sensazioni.
Devo riprendere in mano la mia anima in qualche modo, scavalcare la pigrizia.
Quando pero' mi rendo conto di quanto cruciale sia la presenza di qualcosa di mio e di non fisico, come per esempio l'atmosfera da liceo oggi appena ho rivisto Giova e Ventu, forse identifico il problema.
Forse a Malnate sono sola in un altro modo di come la ero qui.
E' meno relativo, molto meno relativo...
E a volte, pesa un po'.
MA COL CAZZO LURIDO SBRUFFONE TESTA DI MINCHIA!!!!!!!!!!!!
Vaffanculo va!
Vi scrivo in una soleggiata, pigra giornata di sole. Festivita' stanca, genitori all'opera con un armadio su cui stanno lavorando da domenica (per chi se lo chiedesse, no, non era complicato, mamma Ikea fa sempre le istruzioni a prova di spastico, la sfida sta nell'essere cosi' imprevedibilmente idioti da non leggerle e non seguirle).
Reduci da una sfortunata festicciola di halloween sul celeberrimo retro del supermercato (ebbene si, importazione della festa americana riuscita), condita di trentenni musicisti dalla voce scadentissima ma un senso del ritmo da gruppo del liceo (impeccabile in tutto fuorche' in cio' che si sente per primo), la barista che sin dal primo giorno ci vede riconosce saluta e accoglie vestita da streghetta, attacchi di nausea terribiili ma nessun attacco di vomito, e uno stato di salute grazie al quale se mi stresso o emoziono anche soltanto un po', mi sembra che mi si comprimano dolorosamente tutte le budella.
Assorbita (ma non assimilata) da un mondo virtuale in cui non sono, una volta tanto, me. Piena di idee ma priva della forza di volonta' necessaria per svilupparle.
Coccolo topi di pezza e cerco di sottopormi al meno possibile.
Nessuna notizia.
Penso che l'immotivata ansia del procacciarsi cibo fra un po' mi costringera' a infilare qualcosa MOLTO velocemente (nonostante siano solo le 12 e mezza), percio' mi conviene chiudere il discorso.
Non sono tempi facili ne' difficili, il sole riscalda una vita molto idle dalla mia parte, e una vita molto piena di impegni per gente che non se li merita da parte di Riccardo.
Ci servirebbe una doccia.
Buone feste.