Ogni tanto mi capita, curiosamente, di fare sogni in cui cerco Enrico.
Il pen'ultimo e' stato piuttosto bizzarro, l'ho fatto un po di tempo fa: c'ero io che correvo nuda in Via Canonica ma non mi curavo del fatto che ero nuda, e dovevo passare per una grossa villa (ma quando mai?) dove un tempo lui, stando al sogno, aveva vissuto (curiosamente la strada per arrivarci era giusta, ma all'improvviso invece di Corso Sempione c'era una sorta di cancello con un giardino enorme, una stalla, e una scala che portava all'entrata di una casa stranissima). Nel sogno conoscevo i suoi genitori e parenti (e ariquandomai), ma curiosamente quando stavo per andar li' mi veniva un po' l'angoscia. Salivo le scale (ricordo una scena in ascensore con un senso di "tu non puoi entrare qui" molto simile), e all'improvviso, davanti alla porta, mi ricordavo di essere nuda.
Bhe, proprio in quel momento stava uscendo Emanuele. Sono corsa a nascondermi in un cespuglio, ma mi ha beccata.
"Ehi, che ci fai li'? Non aver paura non ti sparo ne' ti denuncio, dimmi soltanto come sei entrata dal cancello" "Era aperto v_V" ".... .... . . Diana?"
Bhe, Enrico non c'era. In quei sogni, non c'e' mai, e grazie all'uccellone, non e' certo in Italia ormai. "Tornera', pero', fra una settimana", diceva lui, ma io non avevo tutto quel tempo, dovevo fare chissa' che e chissa' dove. Cosi, sempre nuda, me ne tornavo indietro mesta.
L'ultimo sogno, oggi, invece, era piuttosto opprimente.
Sfumato in una situazione in cui il tempo tornava indietro, mia madre era particolarmente rigida e innervosita, io percorrevo un angolo di strada che forse non e' mai esistito, e all'improvviso mi prendeva un'angoscia che non provavo da un sacco di tempo. "Mamma, come faccio a contattare Enrico?" "Eh?" "Devo, ci sara' un numero di telefono, qualcosa!" "Ma che ti frega di contattarlo scusa? Chissa' dov'e', forse in America" (lol !) "Ma io DEVO parlargli!" (E qualcuno qui dira', tira su il telefono no, tanto il numero ai tempi ce l'avevi! E invece no, nel sogno non c'era numero, non c'era indirizzo, non c'era traccia).
Niente, e io con un'angoscia letale cercavo qualsiasi pista, qualsiasi cosa.
"Ma perche' lo cerchi cosi'!", diceva stizzita mia madre, "Che s'e' fatto vivo giusto per il furto!" (e li' Diana ricordi, ce l'avevi il numero di cellulare no? No, i sogni sono strani.).
E li' rispondevo cosi', poco prima di svegliarmi:
"Perche' sta sparendo e io non voglio. Perche' passavo ogni giorno a guardare la vetrina del negozio aspettando che arrivasse, e da tutti i giorni non e' arrivato piu'. Ora la porta del laboratorio neanche la guardo, tanto so che non verra'. E questo io non volevo che accadesse, perche' ricordo bene il giorno in cui ho pianto in bagno dopo che hai minacciato di non farci usare il pc per giocare a stunts o a pinball, il che era, tristemente, di fatto, l'unica cosa che pensavo lo facesse tornare qua. Ricordo il terzo giorno in cui l'ho visto, che per la prima volta in vita mia non ho dormito per il pensiero fisso. E tutto il resto che e' accaduto intanto, che non eravamo noi davanti a un pc, a un parco, a un bar o da un panettiere, voglio cancellarlo".
Non mi spiego perche', ma sto piangendo.
Un altro past-trip di quelli improvvisi, evabbe', sono fatta cosi'. Mi chiedo se c'e' qualcosa che, inconsciamente, abbia rievocato la sensazione, ma ad ogni modo, pensandoci bene, mi rendo conto che molte cose di quel periodo che non eravamo noi davanti a un pc, noi al bar, noi ai giardinetti, oppure in generale io con mia madre, e' stato in qualche modo cancellato dalla mia memoria, non me lo ricordo piu' tanto bene.
Eppure, ricordo cosa pensavo quando non ero capace di parlare...
Volevo cancellare tutto il resto, o solo tutto il resto che era capitato di difficile fra me e lui, che ahime' non si e' un granche' cancellato?
Mi, fra una decina di mesi, lo giuro, vado al ristorante giapponese e ordino ogni cosa CRUDA che trovo, mi strafocchio di prosciutto crudo (che non mi e' mai piaciuto fra l'altro), e bevo quintalate di alcool, il massacro del fegato, cominciando rimpinzandomi di sake allo stesso ristorante dove inizio la ribellione alimentare!
Molte altre cose, lo so gia', verranno deturpate dal mio menu'.
Ma ritorneranno, ritorneranno.
DEFICIENTI.
Inutili, immeritevoli teste di cazzo.
Bullonatori/Sbullonatori.
Consapevoli e volontari schiavi di cio' che vi insegnano a servire, sacrificio di neuroni per un "bene collettivo" che non fa che danneggiarvi a oltranza.
Ciechi ed incapaci, vili bugiardi, insulti viventi a chi ha mai creduto, in passato, nella forza dell'umanita'.
Vermi autoposti ossessivamente al servizio di vizi temporanei dalla relativa intensita'.
Asini che rincorrono carote legate a degli spaghi percorrendo campi di carote senza mai neanche PENSARE di poter semplicemente chinare la testa e mangiarsi quelle per terra.
Vanesi narcisisti orgogliosi di essere cose che non siete neanche per davvero.
Distruttori di valori, osannatori della crudelta' e della "furbizia" piu' che dell'intelletto.
Vi piace il mondo che vi create per "proteggervi" dallo stesso mondo che vi create? Vi piace pugnalarvi a vicenda perche' "e' cosi' che va", sentendovi per questo molto meno in colpa alla prossima pugnalata alle spalle di chiunque si fidi di voi?
Vi piace quando poi tutto quello che fate vi si ritorce contro, lo ritenete, se fatto dagli altri, altrettanto giusto e comprensibile?
Se alla domanda preferite la lusinga piuttosto che la risposta
Se l'egoismo vi spinge a disintegrare anche cio' che in teoria dovrebbe par parte di cio' che il vostro ego dovrebbe "proteggere"
Se il vostro personale SuperIo vi da dei cretini quando fate qualcosa di giusto, ma che vi danneggia anche minimamente
Non sperate di essere, agli occhi di chi non lo fa, soltanto pesci in un acquario.
E per giunta, tutti, il che e' impressionante, uguali e diversi fra loro in maniera cosi' facilmente categorizzabile che si differenziano, alla fine, in generale, come appunto tante razze di pesciolini.
Ci sono giorni che mi rendo conto che nessuno e' meglio o peggio, in questo gigantesco acquario, mettendomi in mezzo naturalmente a cio' a cui non si puo' dare una vera e propria "posizione" in una "scala qualitativa", perche' la cosa e' tragicamente soggettiva in fondo.
Ci sono giorni che mi cadono cosi' violentemente le braccia, invece, che reputo l'intera umanita', salvo pochi "eroi" della "strada difficile", assolutamente scoraggiante, per non dire peggio.
Come i piu' antipatici presunti intellettuali che voi possiate mai incontrare.
Dopo tanta buona fede, comincio a dubitare seriamente del motivo per cui un mio secolare amico giapponese non mi voglia dire cio' che fanno i suoi genitori, e non mi voglia, in generale, dare nessun dettaglio molto rilevante sulla sua famiglia e situazione.
Lui, mi parla delle "cose importanti", si. Ma inizio a dubitare che abbia un segreto ben piu' grande di quello che sembra. Com'e' fatto, lo so, so che la foto che mi ha dato non mente, ma in realta' ci sono un paio di cose che non mi tornano.
Prima di tutto, si chiamera' veramente Ataru? Calcolando quello che significa nella sua lingua, ne dubito sempre di piu'. Non ho chiesto di controllare e comunque non sarei stata in grado, l'ho sempre e solo sentito chiamare per cognome, e per quanto sua sorella sia indubbiamente una cosplayer, e' cosi' tanto "dappertutto" che inizio a dubitare che sia una persona qualsiasi.
Perche' celare il lavoro del padre? Come fanno, infine, ad avere abbastanza soldi da permettersi un appartamento di due piani a Tokyo? Come fa a permettersi un atteggiamento del cazzo (a tutti gli effetti!) e una completa continua negligenza scolastica senza troppi problemi, in una nazione cosi' severa?
Ma soprattutto perche' non dirmi le cose, visto che comunque abito cosi' lontano e sono cosi' lontana da ogni cosa che comunque non posso interferire o spifferare niente a nessuno?
Nasconde, nasconde. Evita i discorsi, si rifiuta di parlare, mi chiede perche' mi interessa. Usa solo indirizzi e-mail poco personali, molto spesso resta irrintracciabile per mesi, e poi all'improvviso telefona, o addirittura CITOFONA.
Ora, conosco solo un'altra persona che fa cosi', ed e' un musicista famoso, che non ama che vada in giro a dire di conoscerlo, quindi non nominero'.
Inoltre pare incredibilmente informato ed aggiornato su un panorama musicale di cui non e' mai andato folle, almeno stando a quanto dice.
Puzza tutto molto di bruciato, chissa' cosa c'e' sotto la maschera inespugnabile del nostro nipponico eroe.
Mi avra' detto un nome falso?
Chi sara' veramente?