giovedì, giugno 29, 2006

When the rain comes, they run away and hide...

Piove.
Non saprei come manifestare la mia contentezza per questo.

Ieri e' stata una vera giornata di merda. Faceva caldissimo per via della cappa che si era creata con le nuvole che oggi ci stanno regalando un fresco incomparabile, Riccardo era tornato a casa un po' girato ed e' rimasto cosi' tutta la sera, nonostante le mie iniziative per una bella cena fuori e una serata tranquilla a fare ognuno cio' che vuole. I treni hanno bloccato le ferrovie senza pero' impedirgli di andare a lavoro. Io sono stata male per il caldo e non trovavo il polase. Insomma, proprio una giornata di merda.

Nota di colore, ho ricontattato Brombin, e nonostante ci stessimo piuttosto sul cazzo a vicenda le ultime volte che abbiamo parlato, e' stata una conversazione abbastanza lunga e piacevole. Ha anche sendato un link a un video esilarante con una tipa che cantava ruttando e si gasava parecchio.

Oggi sembra che il mondo voglia riparare a ieri. Riccardo ha annunciato che si prende il venerdi', fa un fresco dolcissimo, e nonostante io sia incredibilimente misteriosamente stanca, ci sono i buoni presupposti per una bella giornata.

Staremo a vedere.
postato da delsys alle ore giugno 29, 2006 10:31 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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martedì, giugno 27, 2006

Entusiasmo, ciccia, sguardi, vestiti

Stavo leggendo un blog di una nuova conoscenza piuttosto recente, e mi sono resa conto di quanto profondamente diversa anche dalle persone della mia "stazza" io possa essere.
Diamine, c'e' un gruppo di persone a cui appartengo, ma sono giunta alla conclusione che e' un gruppo di persone "senza gruppo".
Pensavo, o quantomeno pensavo piu' probabile che io potessi somigliare in qualche modo, internamente, almeno alle persone grasse. Sbagliatissimo, le differenze sono radicali, salvo alcune eccezioni che ho trovato a me vicine in quanto (poverette) hanno avuto piu' o meno lo stesso passato, ma pure da quelle, nel presente, mi sento diversissima.
Ne' meglio ne' peggio, come sempre, ne' giusta ne' sbagliata rispetto a loro. Ma incredibilmente diversa!

Il sentirsi sbagliati, prima di tutto. Tutti abbiamo subito dei bombardamenti del cazzo, specialmente alle medie, specialmente mediante gli sguardi della gente, e in alcuni casi anche dei propri genitori. In qualche modo loro finivano per credere a questi tentativi di minare il loro io, arrivavano a sentirsi brutti e sbagliati, a tal punto che pensavano che non avrebbero mai avuto una persona con cui stare perche' facevano troppo schifo, e che il mondo li avrebbe sempre chiusi in un angolino e giudicati. In questo modo, senza rendersene conto, si chiudevano da soli in un angolino e via.
Dopo un periodo di isteria violenta (che e' stato in realta' un eccesso di difesa, poi corretto negli anni), mi sono autocostretta a guardarmi allo specchio. Se qualcuno avesse registrato qualche discorso di quei tempi avrebbe sicuramente colto un "Ma io non mi vedo brutta" al quale veniva risposto "Perche' tu vedi un'immagine distorta nello specchio", oppure ancora "No, tu non sei brutta, sei grassa, e questo rovina un po' tutto. Ma come, eri nata cosi' bella, perche' ti sei rovinata cosi'?", che piu' che altro mi ha dato un grosso fastidio, ma sicuramente non mi ha convinta di essermi davvero "rovinata" rispetto al progetto iniziale, e di dover rimediare a questa mia ingombrante colpa. Altra testimonianza "Dentro di te c'e' una donna magra che aspetta solo di uscire fuori" sguardo barrato "Dici?".

L'entusiasmo. Alla perdita anche solo di un paio di chili, o un impercettibile mezzo centimetro di girovita, c'e' tutta questa gioia, c'e' tutto questo sentirsi "gia' meglio", c'e' tutto questo "vincere" contro chissa' che cosa. Immagini di gente che agita i pugni verso il cielo come se ne vedono nelle peggiori pubblicita'. Come si puo' arrivare ad umiliare cosi' tanto se stessi da non vedere l'ora di sbarazzarsi di come si ha vissuto fino a quel momento? E' una cosa che mi ha sempre lasciata di stucco. C'e' anche da dire che, per via del mio carattere, io sono sempre stata trattata incredibilmente bene da amici e conoscenti (si sa, a bisticciare con me, o si perde o ci si ritira), e agli altri non ho mai dato nessun peso in assoluto, proprio della serie che se muoiono non me ne frega proprio niente. Forse questa gente ha vissuto decisamente peggio la sua vita "rotonda".

La soddisfazione. Avete presente quando la gente vi dice "Sei dimagrita!"? Molti traggono da questa affermazione una soddisfazione immensa, per la serie "Hai visto? eh!?!?!?", e quasi sfilano, dentro di se, davanti alla persona che ha detto loro sta cosa. A me davano un fastidio bestia. Per la serie "Grazie per l'informazione poco originale, adesso per favore levi i tuoi occhi dal mio culo e ti fai un po' i cazzi tuoi, che mi da fastidio che stai sempre ad analizzarmi per fare il checkup???". Non dimentico, inoltre, che le stesse persone che dicono "Sei dimagrita" sono quelle che poi ti dicono "Sei ingrassata". E ancora una volta, perche' mai comunicartelo? Io mi rendo perfettamente conto quando sia io che altre persone dimagriscono, ma non mi piace ne' mostrarlo ne' dirlo. E' una cosa che succede, il peso cambia, ma a voi, ad ogni modo, che cazzo ve ne frega? Non voglio uno stadio di gente delirante come se avessi fatto goal, perche' e' davvero riduttivo. Mica urlano cosi' per le altre cose che faccio nella vita!!! L'unico che non mi da fastidio che lo dica e' Riccardo, perche' lo sentenzia con immenso stupore, quell'aria di chi e' caduto dal pero e fa "Ma a me sembra che sei dimagrita O___o... bho!", se ne accorge per caso, non perche' passa la sua vita a controllare di che stazza sono.

La frustrazione. Diciamocelo: non mangiare quel che ci pare quando ci pare, e il sentirsi costretti a far moto in qualsiasi modo e' orrendo. Io non voglio farlo mai piu'. E' una delle cose piu' difficili e stressanti a cui una persona possa andare incontro. Eppure, se per caso i nostri eroi hanno una "ricaduta di ciccia", si sentono dei perdenti, dei falliti eccetera. O cribbio, un po' di indulgenza nei propri confronti... Non e' certo questa la mentalita' con cui si puo' mantenere un peso, che sia alto o basso! Io addirittura a un certo punto ho ripreso a mangiare volontariamente, perche' oltre al fatto che per me e' troppo stressante , stavano cambiando troppe cose attorno a me, e queste cose stavano iniziando a non piacermi nemmeno un po'. Io sono fatta in una determinata maniera, chiamala "strana", se vuoi. Semplicemente non mi sentivo me, e non mi sentivo nel mio mondo. Non ho intenzione di rincominciare da capo a 20 anni, come se tutto il mondo "di tutti" fosse "normale", a me fa schifo e non lo voglio avere a portata di mano. L'unico vero rammarico che mi porto dietro e' che non esistono vestitini "da fumetto" anche per gente ingombrante, e vestirsi diventa piu' un problema che una roba scontata. Perche' accanirsi cosi' tanto contro se stessi? Ma questa gente crede che le persone nascono magre e ci rimangono cosi', naturalmente, senza sforzi, senza un susseguirsi di "vittorie" e "fallimenti" senza fine?

La non consapevolezza. Molto spesso dietro ad una bella scorpacciata c'e' un piccolo o grande scompenso. Molto spesso, la fame e' semplicemente nervosa. Molto spesso, cerca di colmare vuoti. Molto spesso, e' semplice pigrizia. Molto spesso, e' semplice gola. Molto spesso, e' mancanza di affetto. Molto spesso, e' una ripicca nei confronti di qualcun'altro. Molto spesso, bla bla bla. Quando c'e' un motivo emotivo dietro al proprio essere "grassi", la gente raramente lo riconosce ed accetta. Ed anche quando lo fa, tronca la storia con un "bene, ora lo so, pronti? Si dimagrisce!!!". Sto cazzo! Qui c'e' qualcosa di psicologico da risolvere PRIMA, che se non risolto PRIMA continuera' a produrre "fallimenti" DOPO. Ma si sa, il cervello e' sempre molto svalutato, quindi bando alle seghe mentali ed aggiungiamo un altro problema ai nostri problemi!
postato da delsys alle ore giugno 27, 2006 09:01 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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giovedì, giugno 22, 2006

Uomini?

Io son sempre stata per le vie di mezzo, ammettiamolo.

Sin da quando ero ragazzina, forse per la mia aria da maschiaccio un po' squilibrato, ho attirato l'attenzione di diverse ragazzine confuse un po' lesbiche. Una, era anche un gioiello da quanto era carina, chissa' quanti maschietti si sarebbero dispiaciuti sapendo che le piacevo io...

Pero', le ragazze, non mi sono mai piaciute. Ne' per il loro modo di comportarsi e relazionarsi in generale, ne' per il loro aspetto. Apprezzo una dose fortissima di femminilita' come bellezza, ma questo mio concetto di bellezza femminile e' qualcosa che adesso stanno cercando di cancellare, spacciandolo per volgare o grasso: Curve, tante, abbondanti. La vita deve terminare con un proporzionato scalo verso un sedere largo, rotondo. Il seno, deve seguire il sedere ed essere abbondante, rotondo. Rotondita', non inteso come sacchi di lardo eccessivi, intesi come persona che si puo' disegnare con delle curve.

E' allarmante quanto ora sia molto piu' difficile distinguere una donna vestita da uomo da un uomo vero e proprio. E' come se la femminilita' sia stata un po' bandita, un po' castrata, un po' tirata via. Il concetto e' : alta, sottile, tutto deve essere piccolo e stare bene con terribili vestitini, senza l'ausilio dei quali resta solo il trucco per farsi notare. Pure la Barbie non sorride piu' e non ha piu' la quarta di tette!!!

L'uomo vero e proprio secondo stereotipo, poi, e' terrificante. Sempre da ragazzina, sono stata attirata in una spirale sessuale prematura da un ragazzo che era... femminile.
Sicuro di se', cattivo, ma femminile, tanto che era difficile capire se fosse davvero un ragazzo.
E... Santo cielo se mi e' piaciuta l'idea!

Facciamo cosi', mi sono detta.
Prendi un corpo maschile, levaci le orrende sedute di palestra, aggiungi uno sguardo sufficientemente intelligente e/o ammiccante, dai il via a delle labbra ben carnose, rendi il tutto sinuoso sottile ed elegante, allunga i capelli, e se vuoi mettici pure dell'eyeliner.
Favoloso.

Hai il carattere e la capacita' di comprensione (si ragazze, sfatate il mito. Gli uomini non sono deficienti, non piu' di voi quantomeno) del ragazzo, la capacita' di seduzione della ragazza, un'estetica ambigua e svolazzante quasi da rallentatore, e... e bhe, quello che "serve" e "attira", non facciamo i volgari.
Oh, che meraviglia cacchio.

Sono cosi' stufa di tutti sti scimpanze', e di tutte queste assi da stiro decorate che si dichiarano donne.

Non sono lesbica, perche' attrazione fisica per una donna, non ne ho mai avuta. Seriamente. Forse un giorno capitera', ma se capitera' saro' SERIAMENTE sorpresa. Il massimo di attrazione che ho mai provato per una donna e' puramente intellettuale e psicologica, platonica.
Non mi sento pero' di dire che mi piace il "maschio". Siamo onesti. Riccardo di maschile e visibile da vestito ha praticamente solo la barba, e i miei gusti sono sempre stati un po' cosi', con qualche rara eccezione di innamoramento in cui non era certo l'estetica il punto forte.

Per me, un mes e mes, grazie.

Il resto ve lo lascio volentieri.
postato da delsys alle ore giugno 22, 2006 08:36 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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lunedì, giugno 19, 2006

Life as the sims 2

Giocando a The Sims 2 prima dell'arrivo di Riccardo a Milano, ero sempre rimasta convinta di un paio di cose che, con il tempo, sono riuscita a sfatare:

  1. La gente reale non e' che puo' vivere tanto a lungo senza un armadio, che loro mettono fra le cazzate superflue
  2. Meglio una casa un po' piccola, ma completamente arredata, di una grande e vuota
  3. Il cesso non e' che si guasta e tappa cosi' tante volte, cosi' come i lavandini...
  4. Non si vedono cosi' tante volte gli scarafaggi nella propria vita, specie in una casa o un locale pubblico
  5. Gli insetti che ronzano attorno ai fiori non sono cosi' grossi
  6. Non si puo' stare piu' di tanto tempo con le sedie da campeggio in cucina
  7. Avere un grosso giardino non va bene: Meglio riempire tutto il lotto di cazzate.
  8. Non puoi stringere la mano agli sconosciuti sul pianerottolo a caso per fare amicizia.
  9. I tetti delle case ormai sono diversi
  10. Non esiste piu' una cosi' alta concentrazione di villette indipendenti
  11. Non si puo' andare tanto avanti senza stirare o lavare i pavimenti, cosa che i sim non fanno mai.
  12. Fare il bagno e' una perdita di tempo, meglio una doccina veloce.
  13. La vita del vampiro sarebbe limitante
  14. I bambini non sono piu' attratti dal cesso che dagli altri giocattoli
  15. Non appaiono dal nulla le mosche che ronzano sui piatti del giorno prima
  16. I letti non sono poi cosi' costosi da comprare
  17. Il telefono non squilla cosi' tanto
  18. La gente non comincia a lamentarsi e farsi sentire senza dire niente dopo un po' che non ti vede
  19. Sarebbe stupido per un genitore avere costantemente il desiderio "Chiamare $figlio per chiaccherare"
  20. Brufoli e violente imperfezioni si possono risolvere sempre e comunque con trucco e capelli
  21. Non e' possibile andare a lavoro con una macchina arrugginita che fa pot pot.
  22. Il luogo di lavoro non puo' essere sempre abbastanza lontano dalla vista da non esserci in tutto il quartiere, e doversi sempre spostare con macchine e mezzi
  23. Una serie di porte per interni orribile non rovina poi tanto l'estetica della casa.
  24. Vivere in un alto stato di soddisfazione e felicita' non allunga la vita
  25. Il postino non puo' mica arrivare a piedi
  26. Non esiste un posto dove non ti portano una pizza a domicilio, o la spesa a casa.
  27. Il disordine non influenza l'umore della gente
  28. Per quanto si possano sporcare, sui lavandini e i piani di cucina non possono crescere ecosistemi alternativi
Se ci credete, fidatevi di me, sono cazzate.
Aggiungo che ho sognato una visione inedita di un'intervista che mi ha fatto Mike Buongiorno qualche anno prima, nella quale dicevo un sacco di cazzate balbettate che manco si capivano, ma alla fine del discorso (la domanda era "Cosa ne pensa dei critici musicali?") prendevo un bel respirone, e sentenziavo con convinzione: "Ed e' cosi', che, in fondo, anche il nostro essere dementi in qualche modo... E' musica!". Scroscio di applausi, tutti soddisfatti.
Mamma e Riccardo sono stati gli unici a capire che era una sorta di "supercazzola", senza alcun senso. Commento della mamma "Bhe, non ha senso, ma sei stata bravissima: li hai convinti tutti!!!"

Nient'altro di nuovo sotto il sole.
postato da delsys alle ore giugno 19, 2006 06:55 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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giovedì, giugno 15, 2006

Riflessioni casuali

L'amore, l'amore quello forte...
Che esistano amori forti e amori "deboli", o forse quelli "deboli" non sono mai stati amore?
Non lo so, se in fondo bestemmiavo quando mi riferivo ad alcuni sentimenti chiamandoli amore.

Loveless... Non smettero' mai di considerarlo un capolavoro, perche' forse nella vita e' difficile capire quando si e' davvero innamorati di qualcuno o quando si prova ad elevare qualcuno con cui ci si trova bene, ciecamente, al proprio ideale, cercando di far coincidere la realta' con la fantasia di cio' che noi, sicuramente, ameremmo se esistesse.
Davanti a quell'anime invece e' tutto molto chiaro.
L'amore e' un sentimento molto violento, molto coinvolgente.

Non si puo' dire che io abbia realmente amato un granche' di persone, per come quelle persone realmente erano. Da davvero piccola, ho amato l'idea di stare con una persona. Poi, l'idea di avere una persona con cui camminare mano nella mano. Infine, l'idea di una persona totalmente adatta.

Ho amato, realmente, forse solo un paio di persone, e forse l'apparenza di una terza.

Quando l'amore, quello violento, arrivava, ne avevo sempre un po' di paura. I sintomi c'erano tutti, la perdita del sonno, la perdita del senno, il pensiero fisso, e via dicendo.
A me forse non serviva essere innamorata, e non mi serve tutt'ora. Era una paranoia bellissima, ma non lo desideravo un granche'.
Succedeva e basta, e succedeva malgrado qualsiasi cosa.

Le esitazioni, la freddezza, il fastidio, il distacco, l'eccesso di piedi per terra... Erano segnali inequivocabili del fatto che davo il nome "amore" a qualcosa che non aveva niente a che vedere con esso.

Ma come sempre, quando si e' innamorati, si pensa di aver capito, finalmente, cosa sia l'amore, e che, hey, si e' davvero innamorati stavolta, stavolta.
La mia coscienza, pero', "stavolta", non sta vomitando in un angolino.

Non vorrei dirlo troppo forte...
postato da delsys alle ore giugno 15, 2006 22:39 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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mercoledì, giugno 14, 2006

Accademia della Luna Argentata

In realta' ci sarebbero un sacco di novita' che, per una menata o per l'altra, non sono riuscita a comunicarvi sino ad ora.

Il letto non ce l'hanno consegnato senza avvisarci, e quindi arriva giovedi'. Si spera.

La Valentina e' venuta a trovarmi, ha visto la casa, ed e' potuta resuscitare sul magico mondo di internet per qualche minuto. Ha fatto la conoscenza di uno scarafaggino piccolo rossiccio con delle belle antennine (sembrava volerla salutare) mentre eravamo fuori.
E' stupefacente come, dopo aver visto dei calabroni grossi seriamente come delle palle da tennis, molti insetti tendano a starti immediatamente piu' simpatici. Lei era schifatissima, ma lui la salutava con le antennine. Uno spasso.

Mi sono iscritta a una sorta di libro/gioco di ruolo fantasy a piu' mani. Per ora ci siamo fissi solo io e un altro tizio, ma spero che la comunita' si espandera'. Faccio la professoressa di divinazione! ^___^   Clicca qui per saperne di piu'

Ho vinto un contest di screenshot su IMVU, ed ora sto facendo diverse sticker. Clicca qui per provare IMVU (solo pcWin, in inglese) registrandoti in modo da avere il mio contatto a portata di mano.

Insomma, sono piuttosto contenta ^^; In questi giorni visto che c'e' stata molta gente (imprevista), si e' accumulata roba da fare, quindi mi sto facendo un mazzo della madonna per ristabilire almeno una parvenza di ordine, e quando passo a "ecco ora dovrei stirare e lavare i pavimenti", inesorabilmente, mi fermo.
Recuperero' man mano, gia' oggi ero a buon punto.

Riccardo in sti giorni mi sembra un po' "emotivo", sara' che proprio s'e' un po' rotto le balle di lavorare perennemente sotto stress. Io, dal canto mio, sono piuttosto a pezzi, forse oggi riesco a non finire la giornata sulle ginocchia.

Abbiamo un budget standard giornaliero per la spesa fino al pagamento del mutuo, e devo dire che restando in quel budget oggi ci ho comprato un sacco di cosine interessanti.
Certo, la costosissima tessera socio coop (25 euro di cui 15 rimborsati con un buono spesa. Si va be, ma cribbio!!!) ancora non oso metterla in conto, nonostante ci siano tantissimi sconti per i soci, praticamente tutto cio' che prendiamo e' scontato.
postato da delsys alle ore giugno 14, 2006 18:48 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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venerdì, giugno 09, 2006

Serrature...

Oggi la nostra eroina Diana e' andata a fare una spesa particolarmente abbondante, allo scopo di sopravvivere con decenza al weekend, e anche ai primi 3 o 4 giorni della settimana successiva. Come tutti i giorni, ha chiuso la sua bella porta blindata ed e' andata al supermercato verso le cinque e mezza.
Salite le scale, ha infilato la chiave nella serratura sotto della blindatura e... La chiave non ha girato.

Tlak. Tlak. Tlak.

Esaminando la chiave, l'ha trovata un po' storta. Cosi', ha provato a raddrizzare vari dentini, e quindi l'ha ri-infilata, spavalda, nella serratura.

Tlak. Tlak. Tlak.

Bestemmie, raccolta della spesa, seduta sconsolata sui gradini. 11 chiamate non risposte indirizzate a Riccardo. La vicina di casa rientra, e viene a conoscenza del piccolo dramma. Il vicino di casa mi nota ancora seduta sulle scale quando va in solaio, e si offre di cercare di sbloccare la serratura.

Tlak. Tlak. Tlak. Non c'e' lubrificante che tenga, ne' cacciavite che possa anche solo solleticare il complesso meccanismo di chiusura. Si prova ancora a "correggere" la chiave. Niente.

Dopo piu' o meno mezz'ora, Riccardo chiama, e viene a conoscenza del fatto che la sua spesa e la sua fidanzata sono fuori casa. I vicini, intanto, mediante approcci graduali e medio gentili alla mia figura di asociale visibilmente spaventata dal loro improvviso generosissimo aiuto, riescono a tirarmi in casa.

Si fanno le otto e mezza, fra piacevoli discorsi di vario tipo, topini, bellissime ma diffidentissime gatte, e un imbarazzo impaurito che man mano svanisce.

Riccardo torna a casa. Fino a quel momento, la sua figura era vista come mistica, perche' lui, lui si che aveva la chiave funzionante!

Tlak. Tlak. Tlak.

Fabbro. Arriva un Surmaten molto ingrassato con una versione calma ed occhialuta di Gloria Alberti, molto simpatica. Con un colpo di un trapanino magico, sblocca la serratura in pochi secondi.
"Funziona ora, ma vi avverto, si riblocchera': chiudete soltanto sopra".

Fortunatamente, anche la serratura sopra e' una blindatura, anche se non verticale, e non usurata come quella che chiude il vero e proprio meccanismo "pesante", e che noi non abbiamo cambiato aspettando tempi migliori.

Esausti, ci siamo fatti dei grossi panini, qualche patatina, e dei gelati.

Il tutto senza mai panicare ne' imprecare... che avventura!
postato da delsys alle ore giugno 09, 2006 22:54 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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mercoledì, giugno 07, 2006

La potenza di Carmen Consoli

Carmen Consoli.
Nenie letali cantate in maniera stramba e talvolta insopportabile, questo per i piu', e non me la sento di dar loro piu' di tanto torto, nonostante la sua musica un po' mi piaccia, e lo dico da ascoltatrice approssimativa, quelle classiche persone che ti sentono "alla tivu' ", e il disco, manco gli passa per l'anticamera del cervello di comprartelo.

Lei e' uno dei miei veicoli da "segno" piu' potenti. Descrive, con potenza ed efficacia, diversi miei stati d'animo, esattamente quando li sento.
Se e' pur vero che quando ci si sente in un determinato modo, qualsiasi cosa sembra riconfermare i propri pensieri, succede tante, troppe volte.

Cosi' la mia finta dichiarazione di felicita' di qualche anno fa viene a galla, la disapprovazione per un precississimo signor tentenna, il tentativo di spiegare che in fondo starsi ad adeguare non e' che dia un granche' di soddisfazioni...

La volta piu' clamorosa che ricordo, anche se non certo la piu' recente, era la serata del Royalto. Vi descrivero', tentando di essere precisa, la serata. In questo modo, forse, potrete capire il clamoroso smacco del ritorno a casa condito dal famoso ritornello.

Non era una serata serena, affatto. Minacciava di piovere, e dovevamo trovare un posto. Eravamo i soliti, la compagnia che piu' apprezzavo, e stavamo andando ad un insolito compleanno della mia piu' cara amica, Luna, che si svolgeva in un locale che molti hanno definito per "Gay lussuosi", ma bhe, era molto bello.
Ai tempi, i miei nervi (e con loro devo ammettere anche il mio cervello) erano completamente distrutti. Ero innamorata di un ragazzo con il quale avevo un rapporto d'amicizia veramente magico, e si saltellava, (forse alcolicamente, forse chissa'), fra un'ambiguita' e l'altra, con la simpatica aggravante che intanto lui aveva preso a portarsi a letto una mia amica, rifiutandosi di mettercisi insieme, una, due, mille volte. Quella sera gli stavo abbracciata, un po' alcolizzata come molte sere passate in loro compagnia, e un Paolo un po' sbronzo diceva, innocente, "Ma lascia stare la Valentina, che voi state cosi' bene insieme!". In realta' credo che a quei tempi il nostro eroe avesse diviso in due il concetto di amore, ce n'era uno psicologico e uno fisico, e bhe, forse era comodo cosi'. Una Diana con un corpo da Valentina non gli avrebbe, forse, lasciato alcun dubbio sul da farsi.
Ammetto tuttavia che ero semplicemente fuori di testa, quindi forse ho fatto una serie di valutazioni sbagliate, o forse invece ero piu' lucida di quanto ci si potesse immaginare... Ad ogni modo, il mio stato d'animo non era egregissimo, anzi, ero a quel punto in cui si fanno vaccate clamorosissime cercando in maniera molto estrema di stabilizzare o chiarire una situazione.
Da qualche tempo, allo Smau, avevo conosciuto un amico di lui, con il quale mi sembrava di stare bene, ma che correva, obiettivamente, un po' troppo, dichiarandosi innamorato di me dopo neanche un giorno intero che mi aveva vista. I miei sentimenti nei suoi confronti erano sicuramente positivi, ma fino al punto di essere cosi' tanto convinta, decisamente no.
Proprio mentre succedeva questo, l'altro eroe aveva visto bene di portarsi in giro per lo SMAU il corpo, e non la testa, facendomi intuire finalmente in maniera un po' piu' potente lo spettro della sconfitta.
Il delirio di quel compleanno era fortissimo. Le "tavolate" dividevano strategicamente la gente in gruppi, e nessuno avrebbe conosciuto nessuno, se proprio non l'avesse desiderato, il che, per molti versi, era positivo.
Ricordo un Pigi molto amichevole, in realta', al quale ho sparato forse un po' troppo direttamente la verita' sulla sua situazione attuale rispetto a Luna, subito dopo avergli detto "ciao". Non era un "ciao stronzo", per carita', pero' era un "ciao, sappi che so, e non faro' finta di no", forse anche affettuoso, al quale ha reagito come se gli avessi dato una cannonata violentissima. Mi e' dispiaciuto un po', forse lui non era tanto piu' lucido di me in quel periodo, ma sicuramente, sicuramente innocente.
Se due persone erano gia' abbastanza, quella sera, ho avuto il grandissimo piacere di conoscere anche il cugino di Luna, quello che "e' stato bello scoprire di avere". Una vera bellezza, quantomeno secondo i miei canoni estetici. Se quel giorno avessi saputo fino a che punto il mio delirio cieco si sarebbe spinto nei suoi poveri ed innocenti confronti, probabilmente mi sarei fatta una grassissima risata, pero', con la sua bottiglia "per Pigi", aveva tutta l'aria di chi sarebbe entrato fra "i secolari". E ci e' entrato.
Quella sera, a ripensarci, e' stata davvero bella esteticamente, e' stata un grosso punto di svolta. Pero' e' stato un punto di svolta dolorosissimo.
Dopo due giri di bevute gratis, piuttosto pompate, e la creazione di diversi simboli potentissimi come la PinaColada di Luna, il bacio-stretta-di-mano, e via dicendo, cantando ubriachi per strada, ce ne siamo tornati a casa, io per ultima, in macchina seduta al mio solito posto con il "lui" causa principale del bordello. Pioveva, e c'era un insolito venticello "canterino".
Il nostro eroe aveva il vizio di darmi, ogni tanto, qualche bacio, spesso in preda piu' all'alcool che all'emozione, o almeno cosi' me la spiegava lui, anche se in realta' non so se gli credevo.
Quella sera non e' stata un'eccezione, ma il "bacio alcolico" era diverso. Era decisamente diverso, e qualcosa mi urlava nella testa che forse sarebbe stato proprio l'ultimo, perche' io avrei fatto una serie infinita di vaccate pur di dimostrargli di "poter vivere nonostante lui", anche se in realta', non ne avevo un granche' di voglia. (altra frase simbolica).
Ho fatto una grande fatica, quella sera, ad aprire il cancello, tremavo, forse ero davvero verso la crisi isterica. Ho salito le scale, e poi, non ricordo, forse era la tv, forse la radio, anche se era tardissimo, qualcosa stava suonando.
E c'era Carmen Consoli.

"
Di quei violini suonati dal vento...l'ultimo bacio, mia dolce bambina... brucia sul viso come gocce di limone l'eroico coraggio di un feroce addio...ma sono lacrime mentre piove, piove....mentre piove,piove...
mentre piove..."

Ho pianto sul cesso come mi sono concessa di fare solo 3 volte nella mia vita.
postato da delsys alle ore giugno 07, 2006 08:56 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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lunedì, giugno 05, 2006

C'e' chi resta e c'e' chi va...

Le giornate passano veloci, in uno stato di tranquillita' molto cullante, di giusti spazi per se', di giuste situazioni.
Non riesco a non farmi venire in mente quanto in realta' mi abbia potuto nuocere stare con le persone sbagliate, in passato, e trovarmi costantemente in uno stato di tensione, di difesa, di "orecchie in alto e baffi dritti".
Rilassarmi, dovrebbe essere cosi' automatico, e invece ogni volta che ne capita la piu' piccola occasione, track, reagisco malissimo, come se in realta' volessi immediatamente scacciare la situazione tesa per la paura di riaverla nella mia vita, e facendo questo, stupidamente, mi ritrovo in uno stato di tensione.

Ci sto lavorando, come un tempo ho lavorato sulla mia violenza e il mio odio per il mondo, grazie anche alle splendide amicizie e ai preziosi insegnamenti che ho trovato al liceo artistico.
Oggi, c'e' Riccardo accanto a me, ed uno stuolo di altre persone, che a metterle tutte insieme in una stanza c'e' sempre da meravigliarsi di quanto siano diverse, ma comunque "giuste". E di quante siano, nonostante il mio caratteraccio!

Anche se non altrettanto di impatto, non e' tanto diverso il mio esilio qui, all'esilio di un eremita sulla montagna, forse c'e' piu' gente e ci sono piu' "coccole" da parte della civilta' e della tecnologia. Pero' mi sono potuta rimettere in contatto con me stessa senza sentirmi ridicola, folle o inappropriata a qualcosa.
Sono senza dubbio inappropriata a un sacco di cose, ma quelle cose a loro volta sono inappropriate a me, e non me ne rammarico in realta' cosi' tanto.

Mi rendo conto che questa cosa dovevo farla da tempo, ma tempo fa non c'erano ne' le condizioni ne' la possibilita'.
E' bene che ci sia la persona giusta accanto a te, se stare con essa significa allontanarsi da una serie di persone sbagliate, e qualcuna giusta che si puo' tentare di tenere vicina nei pochi modi che conosco.

Non e' cosi brutto essere fuori dal "mondo", sempre che il "mondo" da cui si e' fuori (perche' non si puo' essere *completamente* stralunati, neanche con il maggiore impegno) non cerchi in continuazione di inquinare quello in cui si e' scelto di vivere e di essere, anche quando, tutto sommato, non ce n'e' motivo.

Ben venga, quindi, il mio solito metodo, e la sua (finalmente) totale applicazione:  Mi viva, e  mi consenta di essere vissuta, ogni persona che sa e desidera starmi accanto, e non sopra. A queste persone daro' il massimo che posso dare. Per quanto riguarda chi non vuole o non riesce a farlo a tal punto da risultarmi "sbagliata" da frequentare puo' tranquillamente andare per la sua strada, possibilmente lontano dalla mia, e ve lo assicuro, con tutte le sfumature del caso, ponderate in ogni singolo caso, niente riscontri della banalissima metafora del bianco e nero secondo la quale spesso mi si accusa di ragionare.
postato da delsys alle ore giugno 05, 2006 19:27 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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venerdì, giugno 02, 2006

Il privilegio

Si, pretenziosa, fin troppo sicura di me.
Voglio per me l'immenso privilegio
di non essere "la gente".
postato da delsys alle ore giugno 02, 2006 19:13 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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Nome e Cognome:
Diana Macaluso
Data di nascita:
28 Febbraio 1983
Residente a:
Milano
Occupazione:
Casalinga, Grafica
Occhi:
Verde-Grigio-Azzurri
Capelli:
Lunghi, biondo cenere tinti di viola
Altezza:
1.71m
Peso:
Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
Giapponese, cucina, psicologia, comunicazione, sociologia e psicologia sociale. Tutto da casa, si, per interesse personale.


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