Un giorno pieno, uno vuoto...
E' un po' cosi' la vita, prima ci si lamenta di fare troppo, poi troppo poco. Prima piove troppo, poi non piove mai. Troppo caldo, troppo freddo. Come puo' certa gente ritenersi annoiata da un simile cocktail di eccessi, lo sa solo il loro insopportabile narcisismo finto-decadente.
Fattosta' che oggi sono troppo stanca e piena di dolori, fa troppo caldo, c'e' troppo poco da lavorare stando a quello che teoricamente e' mio compito fare (tento di dilazionare durante la giornata), e il tempo sta scorrendo troppo lentamente. Questo e' uno di quei classici presupposti che generalmente creano una Delsys cinica, folle, con tanta voglia di scherzare e con tanto buon umore forzato dalla noia. Eppure, sono qui a grugnire silenziosamente.
Qualche sparuto tentativo di riprendere un certo sprint si infrange con le conseguenze organizzative. Ok, posso etichettare il resto del secondo piano, poi passare dal capo del personale ed etichettare le due macchine nel suo ufficio. Ma poi? Da quel lasso di tempo (max 1 ora) alle 17.30?
Ma va be, in quel caso si vedra'. Magari si incespica in qualche gigantesco intoppo, come ieri.
E' con questa speranza/paura nel cuore che mi accingo a salire per il fatidico secondo piano... Nonappena torna il mio collega a badare alla stanza, prima che come l'altra volta mi cerca per tutta l'azienda perche' la porta e' chiusa.
Ho molto sonno...
Ed oggi, straordinari gente!
Non so veramente quando riusciro' a tornare a casa, pero' so che devo trovarmi un passatempo se non voglio come al solito finire in preda al mio sonno compulsivo ed addormentarmi davanti alla fatidica barra di scorrimento. Cosi' ho optato per scrivere sul blog, spero che qui non me ne vogliano a male.
Sto installando il pc di una persona piuttosto importante, sul quale sto lavorando spaccandomi la testa praticamente da tutto il giorno. Se penso che teoricamente avrei dovuto dire "ma questo io non posso farlo", mi viene da sbellicarmi. Sarebbe stata una tranquilla giornata di etichettatura, e sarebbe finita presto. Invece quella dannata barra gialla non riesce a concepire il concetto di muovimento celere.
Ogni giorno faccio almeno mezz'oretta di straordinario, piu' che altro perche' mangio velocemente ultimamente. C'e' sempre abbastanza lavoro da restare un quarto d'ora in piu', ma tendo ad organizzarmi per defilarmi presto in quanto i viaggi in autobus sono tanto lenti quanto spiacevoli, e quando arrivo a casa generalmente e' quasi sempre ora di cena o poco meno.
Oggi era previsto che tornassi a casa piuttosto tardi, ma per via del fratello di Riccardo. Invece il suddetto fratello verra' ad occupare la casa di Riccardo domattina, non stasera, e mia madre si vedra' tornare ad un orario assurdo una sola entita' umana per motivi che non sapra' spiegarsi bene.
Qui quando il capo non c'e' e' un disastro. Non ci fossero i colleghi giu' che generalmente badano ai server e agli applicativi, penso che sarebbe l'anarchia del settore IT. Cacciaviti che volano, gente che si insulta, formattazioni, esclusioni da dominio, cambi degli indirizzi IP, suite di office che impazziscono e non si riescono a domare nuovamente, stampanti che spariscono, gente che balla nuda con un estintore in mano... Tutto questo e ancora di piu' puo' causare quello che pare una luna di miele di una settimana.
Per quanto riguarda la vita in generale, gli avvenimenti non sono poi tanto meno assurdi, come sempre.
Fallito il tentativo di reunion Fede-Diana-Tommy, il vero intrattenimento della settimana sono quel manipolo di sconosciuti che generalmente finiscono su marpionionline, oppure durano comunque poco prima di dimostrare di essere davvero poco interessanti. Ne ho beccato uno qualche sera fa fissatissimo con il sesso, esaltato per ogni banale cacchiata che in questo campo si potesse immaginare. Un altro che mi parlava, parlava, parlava, con quell'odiosissimo tono di chi "ha qualcosa da insegnarti". Un altro ancora ben piu' bizzarro, dopo essersi autodefinito un esibizionista e aver tentato di "mostrarsi" in tutte le maniere (fallendo per via del client originale di msn per mac, veramente mal concepito), ha iniziato a credere fermamente che in realta' non mi interessasse poi tanto vedere com'era fatto perche' ero a casa del mio ragazzo, non per altro.
Attendo in realta' il bombardamento esistenzial-filosofico-surreale della 73, stamattina ero troppo accaldata e distrutta per badare alla gente attorno a me in quel bizzarro mezzo pubblico. Volevo solo un posto a sedere, e l'ho trovato.
Fra l'altro mi sento potentemente stupida perche' e' la decima volta che tento di muovere il cursore con il mouse staccato... Ora lo levo dalle scatole. Mai peggio di quando insistentemente appoggiavo la mano sul cellulare e lo muovevo, domandandomi come mai la fatidica freccia bianca stesse immobile come niente fosse...
Riflettevo, stamattina, sul mio libro, su quello che tutti sostengono che prima o poi tirero' fuori. Ero abbastanza ispirata, sulla vita molto simile alla mia di una donna molto simile a me, che qualsiasi sventura si trovasse davanti, pensava che dopotutto aveva un libro dentro di se, e un giorno l'avrebbe tirato fuori. Cosi' le vicende lievemente accennate e dovutamente, rispettosamente storpiate si sarebbero trasformate in qualcosa da cui imparare, non di cui piangere. E' promettente, ma, non penso sia il momento. Dov'e' il lieto fine, insomma, cosi' diverso ma cosi' parallelo?
Oggi piu' di qualsiasi altro giorno mi sono meritata un caffe', ed ironia della sorte nessuno me l'ha offerto. Mi sento decisamente contrariata. Lo stesso pittoresco sbruffoncello della socializzazione e' gia' bello che andato via. Mentre la mia azienda si svuota, io ancora scrivo.
Voglio un caffe'. Maledizione al mio collega e a quando ha perso la dannata chiavetta. Rubata, si, e chi, che qui tutti ne hanno una? L'installazione profetizza di metterci ancora 16 minuti, piu' office, outlook e un minimo di connettivita', quando pensate che mi rilasceranno da questo posto?
Mangero' entro le nove?
... Le dieci?
Ma io ho un fedele compagno, Splinder! E tutti voi, cari, annoiati, poveracci, lettori.
Ricordo la mano di Luna sulla pancia di Elena. Che scena insospettabilmente dolce. Ho tanta voglia di "farmi di simboli" con quelle due. E dare ad ogni cosa una descrizione che resta nel tempo, un significato a cui ricondurre un immaginario malato e innamorato degli eventi.
Come quella volta che al parco il poeta folle ha avvicinato me e Riccardo (due persone veramente POCO attratte dal mondo della poesia), e nonostante le nostre facce poco impressionate e' stato a narrarci tre o quattro sue poesie, cercando qualsiasi cosa che potesse in qualche modo catturare la nostra e la sua attenzione. Vedeva un sasso? "ho scritto una poesia sui sassi". Vedeva il sole? "Ho scritto una poesia sul sole". Il bello e' che a noi non ci interessava molto. All'inizio era partito bene, l'idea era allettante: "Non capitera' tutti i giorni di incontrare un poeta che vuole recitarvi le sue poesie per la strada". In effetti, no. Ma alla fine ci ha fatto pensare "per fortuna". Il libro che tentava di venderci era rilegato e fatto con una certa originalita' e bellezza. Consigliamo agli amanti della poesia, o a quelli che amano dire di amare la poesia per darsi un tono da intellettuale, di andare a cercare il poeta folle di Parco Palestro: con pochi euro, avrete carta e inchiostro da mostrare ai vostri amici meno colti.
Intanto il pc del nostro uomo importante in seguito al format e alla reinstallazione, mi sta chiedendo se voglio per caso avviare Windows XP Professional, oppure, perche' no, Windows XP Professional. Sono fortemente indecisa. La scelta e' stata difficile, ma alla fine ce l'ho fatta. Ora non mi resta che caricare drivers, e gli applicativi minimi richiesti. Il resto, domani. Non pensiate tuttavia che questo significhi che sono a buon punto, e quindi finalmente il mio post termini qui. Eh no, anzi... I numerosi riavvii che l'installazione dei drivers richiede, non lascia spazio a cose tipo "velocita' di installazione e andiamocene a casa". In oltre il simpatico boot.ini continua a chiedermi se per caso voglio QUEL o QUEL sistema operativo. E' minaccioso, e andrebbe tolto.
Come giustamente diceva un collega, e' un'arma a doppio taglio qui. Si puo' dimostrare incompetenza, ma anche buona volonta e capacita' ad una persona realmente importante. Weee! E allora installiamo tutti i drivers e buonanotte fiorellino. Me ne andro' di qui alle 19.45, lo so gia'... Se mi andra' bene!
Gente, come vorrei una casa mia, dove tranquillamente, serenamente, con tutto il giorno a disposizione e tanta noia da togliersi, pulire la cucina, i piatti, mettere a posto i letti, i pavimenti, preparare pranzetti e cenette, e basta, poi mettermi davanti al pc e aspettare che il marito torni.
Insomma, diamine, chi ce lo fa fare a noi donne di lavorare? Noi stesse, e' questa l'ironia. Va be farsi valere, ma non per questo ci dobbiamo perdere degli indubbi privilegi. Avevamo un ruolo importantissimo, importantissimo! Quante case ormai sono come quelle dove son cresciuti i nostri genitori? Con le mamme tuttofare sempre a casa, pronte a badare ai figli (tranne qualche caso particolare che va be, lasciamo perdere i miei di genitori va), alla casa, a se stesse, alle pulizie, alla cucina, all'amministrazione dei beni familiari... Merda porcaputtana. Come sentirsi poco importanti cosi'? E' giusto che chi vuole essere di piu' possa esserlo, ok, ma... Chi non vuole esserlo perche' non si puo' piu' permettere di non esserlo?
E siamo all'ultimo driver. Poi mi tocca la suite di office e siamo a posto, almeno per oggi. La cosa divertente e' che avevo sbagliato a scrivere il foglio orario, e per quanto oggi avessi fatto gli stessi orari di venerdi', avevo anche scritto l'uscita... Dovro' correggerla nettamente. Come se non bastasse sto portatile aveva DI TUTTO. Rete Wireless, Bluetooth, Rete fisica, Scheda video accellerata, scheda audio superfiga... Ho dovuto installarci su anche la Madonna. Ha un bel da dire il simpatico boss a dire "Mi serve SOLO che il sistema vada e ci sia su office per stasera".
E intanto sono le 18.46...
Sigh, sono rimasta con quelli delle pulizie... Quantomeno ho quasi finito, per lo meno per oggi.
A presto!
Narcolessia o stanchezza?
Gente, no, e' preoccupante. Voglio dire, mi addormento. Mi addormento a lezione il sabato, mi addormento davanti alle barre di scorrimento a lavoro, mi addormento sull'autobus, mi addormento in casi limite anche durante effusioni amorose (non arrivate a punti cruciali per fortuna)... Prima mi succedeva solo quando leggevo, ora la cosa si sta estendendo un po' troppo... Dite che mi devo far vedere da un medico?
Insomma, le cose qui al corso non sono noiose. Salvo nottata acrobatica non ho fatto neanche niente di particolarmente stancante... Insomma... Non riesco a tenere gli occhi aperti!
In autobus va be, spesso sono stanca o accaldata. Qui c'e' la magica aria condizionata...
A proposito di autobus comunque ho delle altre perle, vecchie e nuove. Un bambino che strilla e scalpita per sedersi anche se tutto e' occupato (e poi strilla e scalpita in generale: decisamente maleducato e viziato), e un altro una mattina che semplicemente dice "Gli uomini sono animali mamma, no?" (carino e pseudo-filosofico a mio avviso). Una donna di 90 anni che sembra averne 70 e davanti ad un'interlocutrice shockata dal suo aspetto giovanile, rivela che e' cosi' grazie al nuoto...
Ma va be, la lezione riprende. A presto.
Pensare...
E' vero, il piu' delle volte la gente parla a vanvera. E' poco in grado di capire il prossimo, perche' in realta' non ne ha una spassionata voglia. Tuttavia anche quando parla a vanvera, ha o crede di avere i suoi motivi. Per questo non e' mai bene ignorare del tutto le parole.
Quando piu' persone dello stesso gruppetto ripetono cose spiacevoli, va be, in fondo fanno parte di una buona cricca. Ma quando piu' persone, a distanza nel tempo, che non si frequentano o non si amano un granche', dicono di te la stessa cosa, inizia ad ascoltarle. Solo lo sforzo di pensarci, un attimo, seriamente, uscire dalla logica "ho ragione io". Magari non e' vero, ma cosa ha spinto loro a pensarla cosi'?
Chiarirsi a volte e' difficile, altre volte impossibile, altre volte ancora una perdita di tempo. Cio' che piu' si puo' infatti imparare dal rifletterci sopra e' se c'e' effettivamente qualcosa di sbagliato che facciamo o comunichiamo al prossimo.
Io, per esempio, sono sempre stata presa per una stronza, o per una persona che non sa divertirsi perche' e' troppo impegnata a menarsela da grande intellettuale (parole altrui...), e a disprezzare gli altri come se fossero merda.
Le poche volte che mi sono ritrovata a pensarci ho convenuto che una gran parte di verita' c'e', non che io sia perfida o trami chissa' che, ma non si puo' dire che sia angelica ed immacolata (specie se mi si assilla o mi si fa incazzare), e soprattutto no, le cose che piu' facilmente divertono il prossimo mi sembrano delle stronzate megagalattiche, non mi divertono proprio. Inoltre e' cosi' difficile che una persona mi colpisca sin da subito in maniera positiva che, bhe, non si puo' dire che io sia una che ama il mondo.
Detto questo, non ho nessuna intenzione di cambiare o di farmene una colpa, pero' hanno ragione in fondo, anche se sul momento vien da rispondere di no.
A molti miei amici e' capitato che il vociare altrui e' stato preso per torto a priori, per me non ci hanno riflettuto neanche un po' perche' erano cose negative, ed e' difficile pensare cose negative di se' senza sclerare o sentirsi delle merde.
Folle, zitella, troia, lenta a capire, falso, sempliciotto, maniaco, pessimo ragazzo, paranoico, egoista.... Se li sono beccati un po' tutti fra tutti quanti. Eppure il piu' delle volte dicono che non e' vero, senza pensarci. Magari non del tutto, ma perche' cosi' tanta gente inizia a pensare queste cose? Non e' possibile che migliaia e migliaia di persone non ci capiscono come se fossimo poi qualcosa di cosi' tanto speciale, e soprattutto e' sacrosanto, i lati buoni non li capisce mai nessuno, ma quelli cattivi sono ben allenati a trovarli...
Non lo so, non ha neanche senso che io scriva queste cose, ma e' cosi' difficile accettare, o anche solo riconoscere, per migliorare, i propri lati negativi?
Everytime we meet...
E' fantastico, non c'e' che dire. Ci sono cose che non riescono a smettere di farmi sentire bene, di farmi sorridere quando ci penso.
Come per esempio il modo in cui quando io Luna ed Elena ci incontriamo tutte e tre insieme, l'atmosfera e' come se cambiasse. Il nostro vissuto diventa l'interessantissima trama di un romanzo da vivere insieme, anche se non viene per niente romanzato. Un intenso volersi vivere e sentire, nell'aria, una tranquillita' ed intesa che si pensavano perse da tempo, o trovabili solo, che so', in un possibile lui.
Complice luccichio negli occhi, scherzi, risate vere, vissuto straordinario, dove ogni cosa raccontata viene davvero presa, assorbita, ed ogni cosa che si aggiunge aggiunge a sua volta qualcosa a quella storia.
Come se in quella storia ci fossimo tutte e tre, e per quanto le nostre vite si possano ramificare, e' come se fosse il "libro" di tutte e tre.
Diversissime, e identiche.
E fra i drogati di simboli, i bloccati esistenziali e quelli in procinto di farsi una famiglia, fra le tresche incredibili, le pause, le paranoie assorbite, le parole e i gesti, le confidenze e le mani sui pancioni, i gelati in due piu' equivoci del mondo, i salvaschermo assassini...
Quanto entusiasmo e quanta gioia a ripensarci, e' quasi incredibile.
Quanta energia ritorna in me quando le rivedo!
A volte penso come quado eravamo piccole, che sarebbe cosi' bello, chesso', abitare vicine, vederci spesso.
Siamo cresciute insieme e da sole, sentendoci e vedendoci, ma non sempre. Eppure quel filo, quel filo fra noi tre, qualcosa di magico, tremendo.
Non importa quando diverse siamo, quanto diverse siano le nostre vite. C'e' qualcosa in piu', c'e' qualcosa che va oltre.
Il mio posto a volte penso sia con loro. Con loro, mi risento me stessa.
Il silenzio e' d'oro, ma...
Oggi mi sono riscoperta veloce, efficace e piuttosto poco prona alla perdita di tempo. Ottima organizzatrice, come al solito devastata da vari eventi. Dovete sapere che recentemente mi e' stato assegnato un simpatico collega (stesso mio livello e stessa mia mansione, vale a dire: Aggiorna e migra, niente di piu'), che pero' pare avere il vizio di ficcare il naso in ogni problema che i vari omini in ufficio possano riscontrare. Ora, non per dire, ma non siamo pagati per essere degli help desk, e quando anche il cambio di una risoluzione di uno schermo a una signora particolarmente esigente puo' durare mezz'ora, la cosa rallenta un po' troppo il lavoro. Il nostro eroe s'e' giustificato con il fatto che non c'era molto da fare, ma chissa' come mai io avevo un laptop da migrare e uno da installare, aggiornare e migrare, mentre lui cambiava risoluzioni, settava stampanti e reinstallava sistemi su pc che non ci riguardavano minimamente... Senza parlare poi del fatto che bastava dare una voce a Marco che qualcosa da fare ce la trovava di sicuro per le due ore di vuoto cosmico in cui mi sono ritrovata praticamente sola in aula con lui che veniva avanti e indietro, e negli ultimi tre quarti d'ora, quasi beffardo, veniva a dirmi che se avevo bisogno bastava che urlassi.
Forse non ha capito che deve fare il mio lavoro, non assistenza tecnica. Quello e' il lavoro del nostro capo, che nonostante tutto verso la fine della giornata bevendosi il fatto che "tanto c'e' Diana che sta gestendo sia la migrazione che l'installazione" (si ma, non e' che e' molto contenta di farlo quando potrebbe muovere il sedere anche lui, visto che due ore prima gli ho detto "tho guarda c'e' qualcosa da fare, installami sto XP", ed e' sparito su a portare un monitor che poteva benissimo aspettare...), l'ha pure giustificato ad occuparsi di altri cazzi.
In realta', sono un po' alterata, ma non mi importa. Mi basta sapere che sono veloce ed efficace io, poi in fondo mica sono il suo capo o sua madre... I suoi giorni di prova non sono ancora finiti... Conto inoltre che credesse davvero che non ci fosse altro modo di impiegare il tempo, e che domani con i pc direttamente sottomano sara' piu' efficiente come supporto.
Uscita da lavoro in questo stato un po' girapalloso, sono incappata in un simpatico vecchietto che bofonchiava cose da solo sull'autobus (ce ne sono di pazzi sulla 73 la sera!), e fra mille storie di defunti re prima di morire, ha detto una frase probabilmente tratta da qualche libro o che, ma che mi ha fatto sorridere. Vi lascio con l'immagine calorosa che mi ha trasmesso.
"Il silenzio e' d'oro, ma le parole sono d'argento. Bisogna anche parlare qualche volta..."
End?
Oggi qualcosa continua a gridare che e' meglio restare a casa. Si, perche' a partire dal fatto che oggi tutte le migrazioni sembravano andare a rotoli, tutti gli utenti avere qualcosa che non funzionava, anche piccolo, tutti un applicativo su cui non mi hanno spiegato un cazzo che continuava a chiedere loro password senza mai ricordarsele, e tutti qualcosa da ridire sul fatto come se potesse essere anche solo lontanamente colpa mia, quando sono uscita da lavoro l'atmosfera non e' migliorata.
Ho perso l'autobus a Linate, e sono finita ad aspettare mezz'ora con un tizio che leggeva ad alta voce scandita come se effettivamente avesse appena imparato a leggere un inquietantissimo libro sulla cancellazione della realta', guerre termonucleari, sedie elettriche e credenza in Dio, per quanto si poteva capire. L'essere quando l'autobus s'e' avviato, s'e' limitato a scendere e continuare la sua lettura da fuori. Per diversi attimi ho pensato che l'autobus potesse esplodere.
Arrivata a casa, la chiave girava ma non apriva la porta del cancello. Un non so bene cosa (vigile, carabiniere, postino, atiemmino, non ho guardato bene gli stemmi) ha tentato di aprire dopo di me e mi ha messa al corrente del fatto che TUTTE le porte di tutti i cancelli di casa mia erano state in qualche modo manomesse, e per ora non sono state ancora aggiustate.
Salgo in casa (dove solitamente trovo un poco affiatato party di gente, mio padre quantomeno di sicuro, pronto a tempestarmi di domande senza ascoltare le risposte), e non c'e' nessuno, il gatto miagola ad altissima voce e non smette di camminarmi vicino miagolando, lo carezzo e miracolosamente non smette.
Il cielo s'e' incupito sempre di piu' da oggi pomeriggio.
Ma insomma, che diavolo sta succedendo?
Dove sono tutti?
Quanto legno potrebbe rodere un roditore...
Il titolo, ispirato a una nota saga di videogiochi della Lucasfilm a me tanto cara, non c'entra un beneamato cazzo.
Il fatto e' che fino al 15 di luglio ho un lavoro come aiuto informatico in un'azienda accanto all'aereoporto di Linate. Il luogo di lavoro e' facile da raggiungere nonostante lo stesso aereoporto sembri molto fuori mano, e il lavoro e' abbastanza gratificante e semplice (salvo intoppi). Il mio referente, il responsabile informatico, un'ottima persona.
Questo pero' mi ruba tempo, parecchio, tant'e' che non ho ANCORA messo in carica il telefonino, dopo 3 giorni di morte causa batterie. Inoltre la cosa e' dichiaratamente temporanea, e salvo miracoli a luglio saro' punto e a capo, forse potro' pagarmi le rate del corso, ma niente di piu'.
E l'incombenza di una vita, una convivenza, una casa, aspetteranno ancora. Intanto quantomeno nessuno mi rompera' piu' le balle con telefonate e colloqui a vuoto per almeno un pochino. E potro' distrarmi un po'.
Non ho grosse novita' per il resto, anche perche' teoricamente dovrei fiondarmi a letto se domani vorro' svegliarmi in tempo.
Non fateci caso se ogni tanto scrivo qualcosa di provocatorio nella chatterbox che ho messo per i messaggi poco inerenti ai post, ma dopo un tot di inattivita' minacciano di disabilitarmela, cosi' tento di muovimentare un po' le cose.
Ho sonno, ultimamente troppo spesso....
ZzzZZZzzz