mercoledì, luglio 01, 2009

Tinta, tintaa!!!

Tempo fa mi ero tagliata i capelli per simboleggiare un nuovo periodo.

In seguito, mi son resa conto che ormai non li tingevo piu' da anni e come al solito erano arrivati ad essere di tutti i colori. Cosi', per darmi una mossa a forza, ho fatto una cosa come decolorarli, cosi' mi sarei dovuta per forza decidere a scegliere un colore e applicarlo.

Ovviamente ho passato quasi un mese a scegliere il colore, e alla fine la mia proverbiale indecisione mi ha fatta arrendere al farlo scegliere ai due grandi mister.

Di solito, sul corso di azioni e di carattere sono molto, molto differenti, quindi mi aspettavo che uno dicesse un colore e l'altro tutto l'opposto, ero gia' pronta a tribolare da matti con sta cosa. Invece il verdetto e' stato praticamente univoco e contemporaneo.

Nero! Nero!

Ma... Nero blu, nero rosso o nero viola?

Nero-Nero!!!!

... agli ordini! ehehehhe

postato da delsys alle ore luglio 01, 2009 15:05 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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martedì, giugno 30, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 8: Sessualita'

E qui, si entra in un mondo buio. Tanto buio che per molti anni ho avuto pure io un pelo di paura ad affrontarlo fino in fondo.

Come vivo la mia sessualita'? Estremamente bene, ed estremamente male.

Partiamo dal presupposto che non mi sono mai ritenuta poco attraente. Non importa se poi lo fossi o meno secondo gli altri, io non ho mai avuto questo complesso. Brutta, forse si, erano quasi riusciti a farmi pensare di esserlo, ma son sempre stata convinta, e la sono ancora, di avere un'attrattiva e una capacita' di coinvolgere e sedurre tutta particolare, anche se non sono la tipica donna da urlare "guarda che figa". Anche quando la sono stata, "figa", non credo proprio che il mio punto di forza fosse quello, anzi...

Il mio corpo, infatti, non sono mai riuscita, in tutte le forme che ha avuto, a considerarlo mio. Troppo sbarellata da troppo poco identificate psicosi contrastanti, che spesso portavano le altre persone a snocciolarmi possibili motivi assai piu' banali e sbagliati di quelli che c'erano veramente sotto, confondendomi ancora di piu'.

Io sono una disforica di genere. Non mi sento una donna, non mi sono mai sentita una donna, per farla breve. La mia identita' sessuale e' sempre stata sballottata fra il poter potenzialmente essere cio' che per me una bella donna e' (grossi seni, grossi fianchi, occhi verdi, bel viso), e il contemporaneamente non sentirmi in linea con tutta questa "fortuna" neanche un briciolo, come se stessi vivendo con l'anima ancorata a una bambola priva di attributi.

Ho quindi sviluppato una sessualita' molto piu' "mentale" che fisica, un tipo di coinvolgimento sensuale piu' che sessuale. Qualcosa che andasse oltre e cercasse di risvegliare tipi di emozioni molto diverse dallo strusciare sudato di carnazza (ugualmente apprezzabile, per carita', ma su livelli completamente diversi, come una sorta di masturbazione assistita). Le persone che mi attraggono MOLTO sono veramente pochissime, ed e' tutta chimica e cervello. Sono molto selettiva in merito, intrigarmi in maniera significativa e' molto difficile, perche' non richiede impegno o mezzucci, richiede semplicemente che quello che si e' di per se sia interessante.

Considero inoltre il sesso una sorta di gioco di potere, in cui molto spesso sono io ad essere dominante, insidiosa e anche piuttosto sadica. Amo avere il controllo, avere l'illusione di "possedere" (alt, non sono possessiva in genere eh, e' diverso), far perdere la testa, avere la sensazione di essere un'esperienza che non si dimentica, sfondare barriere, abbattere limiti, sconvolgere convinzioni... con la sola eccezione di "scontri" con persone particolarmente coinvolgenti, alle quali offro il privilegio di ribaltare completamente i ruoli. Rarissime, in particolare andando avanti con gli anni.

Il sesso l'ho sempre vissuto senza la benche' minima paura. Prima di affrontarlo mi sono informata, ho verificato e riverificato le informazioni prese, poi ho lasciato fare tutto agli istinti e alle situazioni. Lo vivo in maniera libera e tranquilla, sperimento volentieri, non mi faccio paturnie di nessun tipo, non vieto cose a priori, non ho paura ne' remore a parlarne.

Unica eccezione... Bhe, partiamo dall'inizio.

Probabilmente sono bisessuale. Non ho mai amato il modo di vivere e pensare delle donne, e anche fisicamente ho sempre preferito gli uomini, ma che non mi piacciano in toto non e' detto, e non sara' detto mai purtroppo. Anche se capita molto di rado, esistono donne che mi accendono scintille.

Incuriosita da un forte desiderio di dominio, (e in quel caso e' davvero seccante essere femmine) ho anche fatto un tentativo con una ragazza... Purtroppo pero' la sensazione di pericolo che mi veniva fuori quando le cose si facevano un po' piu' vicine al dunque (motivata da esperienze passate, niente di grave, ma hanno inciso), mi ha spinta a desistere. Non essendo molto edificante neanche per la controparte, dopo la seconda signorina con cui mi capitava sta cosa ho deciso di smettere di provare, e ho deciso che mi terro' la curiosita' e la fantasia, senza troppo stare ad indagare. In fondo, non me l'ha certo prescritto il medico.

Per ironia della sorte, se mi metto bene a pensare quanti spasimanti maschi ho avuto e quante femmine, mi rendo conto che le femmine sono di piu'.

postato da delsys alle ore giugno 30, 2009 13:03 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, giugno 30, 2009

Scacchi, scacchi delle mie brame...

Mi si domanda, "Ma non ti stufi? Non e' stancante quest'eterna rincorsa di quel qualcosa perche' niente e' mai abbastanza?"

Che dire, ognuno ha i suoi obiettivi, i miei richiedono uno sforzo meno palpabile e piu' globale, uno sforzo un po' perenne. Nessuno ha detto che ho preso il sentiero facile, ma... L'ho preso, e non me ne pento neanche un secondo. 

Ricordo ancora mia madre, "Prima o poi dovrai farci pace con questo mondo", mi diceva. Ma io non sono mai stata in guerra con nessuno, e questo mondo con me non desidera farci pace, desidera avvilirmi, lobotomizzarmi, stancarmi, rendermi maniaca di cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra, per il puro gusto di sentirmi forse, alla fine, realizzata per qualcosa per cui in condizioni piu' lucide mi sentirei semplicemente idiota.

Sono nata con qualcosa che non tutti posseggono, ho una testa, ho la capacita' di vedere cio' che mi circonda con una chiarezza disarmante, perenne, impietosa. E ho anche un carattere molto, molto forte, tipico di chi e' stato privato di cose, e non vuole rincarare la dose per il resto della sua vita privandosi di altre cose, per giunta senza una motivazione da ritenersi valida.

E non vado certo a sfrugugliare le palle a chi non vive in questa maniera, io semplicemente esisto. La mia esistenza e' la prova che si puo' sopravvivere, ma non solo, addirittura vivere, e anche bene, nonostante si sia completamente fuori da una logica esistenziale di massa. Sorridendo al barista immerso nei suoi drammi, come tutti, perso in un'esistenza da pagina di attualita' del quotidiano, e una voce, una lamentela corale incessante di tanta gente che ciarla ciarla, ma la forza di tirarsi fuori da cio' che non va bene non ce l'ha, e' stata abilmente minata da tutto il resto.

Tanto, da soli, non si cambia il mondo.

Nessun campanello d'allarme suona quando il lamento invece appartiene a tutti, e a tutti contemporaneamente appartiene questo isterico senso di ansia e schiavitu' felice di riuscire a sopravvivere in un mondo di squali privandosi in cambio di qualsivoglia interesse, possibilita' di vedere e vivere qualsiasi altra cosa se non in vacanza, se in vacanza si va ancora...

Ci si sente sempre soli davanti alla scacchiera, e soli si e' convinti di dover tirare avanti. La sono stata pure io, convinta di questo, e infatti mi ritenevo stanca, stanca di giocare contro la vita per il solo delitto di voler essere l'eccezione...

Aliena, malata di mente, fuori dalla realta'... Oh ma io in questa realta' ci sono dentro quanto voi, decido solo quale parte di essa ha senso per me. Le cose le vedo bene, forse anche meglio. Forse il problema e' anche questo, non e' possibile mettermi bende sugli occhi in un mondo dove tutti le bende le portano e difendono fino alla fine dei loro giorni.

Ma non siamo soli davanti alla scacchiera, quantomeno, io non la sono piu'.

E se non ambissi alle vostre stesse ambizioni? E se non considerassi il massimo cio' che per voi lo sarebbe? E se una vita che renderebbe felice la maggior parte delle persone sulla faccia della terra, per me invece, fosse un inferno?

Ma non mi e' dato sorridere delle mie esperienze, essere felice della mia vita. Perche' io sono "sbagliata".

Ditemi voi se vale la pena di "farci pace" con un mondo del genere.

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lunedì, maggio 18, 2009

Piovono ranocchi

Oggi vi deliziero' con una... CITAZIONE! Il che fara' piovere ranocchi, in quanto io detesto le citazioni, preferisco che la gente parli usando le proprie frasi, o quantomeno contornando una citazione di cosi' tanto se' che passa inosservata.

Ma oggi ho la testa un po' leggera, come penso che ce l'abbia chi ha bisogno di fregiarsi di parole altrui per rafforzare concetti propri.

Quindi eccola qui, criptica ed inutile da se, presa in contropiede e sminuita da una serie di lunghi preamboli:

"Ecco. Lei è abbastanza perspicace e l'ha capito da solo; la situazione era un po' più complessa. Ma questo non vale solo per la sua storia, vale anche per la mia."

E chi deve capire, capira'.
postato da delsys alle ore maggio 18, 2009 11:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, maggio 17, 2009

La bussola...

Interrompo i 25 post per ragionare su una cosa. Tanto non sono mai stati 25.

Premetto che la mia salute in questi giorni non e' il massimo, ho appena preso una pausa dallo spaccaggio di un culo che comunque non ha prodotto un granche' di risultati, e mi sento enormemente inutile ad un'urgenza che in qualche modo vedro' di rattoppare appena lascio questa sedia.

Vi vedo signori, vi vedo chiaramente, e' il mio dono, e la mia condanna.

Incanalati e persi in un corridoio in cui si vive sotto il vigile, costante giudizio esterno.
Esterno, e' fondante, esterno.

Tirati su a suon di frustrazioni e convinzioni altrui, cresciuti spinti al cancellarle o compensarle, privati del diritto di essere umani e fallibili, privati del diritto di avere interessi e desideri, privati del diritto di stare in piedi senza piegarvi.

Che poi e' l'unico modo di stare in piedi, infatti, in piedi, non c'e' nessuno.

Tutti in ginocchio a piangere sul latte versato, versato a volte neanche da voi, versato perche' cadeva un pullmino accanto a voi e opla' migliaia di cartocci vi han rovinato il vestito buono.

Mai sentirsi falliti, a meno che il vostro fallimento non riguardi qualcosa che VOI avete voluto veramente e fermamente, e per raggiungere il quale avete lottato con tutte le vostre forze, salvo poi ritrovarvi con un palmo di naso, quello e' un fallimento, e spesso, non e' neanche una tragedia cosi' grossa.

Se non potevate o non avete avuto il coraggio di provare, non c'e' nessun fallimento, la strada semplicemente non e' stata intrapresa, inutile stare a rimuginarci piu' di tanto.

Paranoia, questa e' facile, questa e' una cosa che colpisce spesso anche me. Chiusi in un taglia uova che minaccia di schiacciarcisi addosso ricordandoci cio' che poteva essere se soltanto...
Ma no, la vita e' avanti a noi, e' ancora sempre piu' lunga di quanto noi riusciamo ad ammettere che sia.

C'e' chi, neanche a meta' del proprio cammino, gia' sente che e' tardi per far qualsivoglia cosa. C'e' chi sostiene di non averne le forze. C'e' chi sostiene di averne paura. C'e' chi sostiene che non si puo' e basta.

Allora io vi chiedo, qual'e' il vostro concetto di dignitoso, applicato a un'esistenza?
Vivere delle tappe obbligate che facciano star tranquille le persone che ripongono in noi aspettative nel migliore dei modi?
Arrancare per qualcosa piuttosto che niente?
Arrancare per qualcosa cercando di fossilizzarlo nel tempo, e dedicarci tutto?

Per me, semplicissimo, semplicissimo, un'esistenza dignitosa e' un'esistenza in cui l'insoddisfazione non e' una portata servita tutti i giorni.
Qualsiasi sia la "strada", il viottolo, il bugigattolo, che sia illuminata grandiosa piena di figli famiglie carriere cazzi e mazzi, o sia un sorridere sotto la pioggia di pochi ninnoli e, al contempo, tutto cio' che realmente si vuole.

Si fa centro cosi', secondo me. Ci si siede un momento e si dice, "Bene signori! Io voglio questo, questo e quest'altro!" "Ma come! hai gia' duecento figli duemila anni tre lavori stabili e sei fidanzati!!!" "Ho detto che voglio questo, questo e quest'altro. Ed e' ora di prenderselo!" "Ma i bambini piangono i fiori muoiono le persone si impiccano i nonni urlano i posti falliscono!!!" "Bhe, se non faccio cosi', saro' io a piangere morire impiccarmi urlare e fallire.".
E si va, e si va di strade scelte, non piombate in braccio.

Direte, che palle, lo ripeti sempre.
E' che vorrei qualcosa di davvero meno miserabile di un "si gioca con i soldati che ci sono". Per me, per le persone che mi stanno attorno, o che semplicemente leggo.

Chi ci ha mai obbligati a giocare? E perche' non se ne va a fanculo?

Falliti? Forse voi.
C'e' chi ha sempre una manica da rimboccarsi.

A qualunque costo, tanto finche' non si fa fatica a trovare da mangiare, non si e' mai *veramente* nella merda.
E finche' non sono le funzioni primarie a venire a mancare, camminare, capire, vedere, ascoltare... Non e' mai troppo tardi.

Forse io sono troppo tranquilla.
Forse voi siete un pelo over drammatici. Ma la sono stata pure io, e la sono pure io quando qualcosa non mi lascia in pace.
Poi mi rendo conto che spesso quel qualcosa sono piu' io che il resto.
postato da delsys alle ore maggio 17, 2009 20:14 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, marzo 30, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 7: I soprannomi

I soprannomi hanno per me una valenza molto molto importante. Sono descrittivi, scandiscono il modo di essere che muta nel tempo e a seconda di chi lo vede.

Ovviamente c'e' una differenza fra i soprannomi idioti che mi danno, i soprannomi sensati che mi danno, e i soprannomi che mi scelgo io.

I soprannomi che ritengo piu' rilevanti sono stati:


Dati dagli altri

- Un appellativo affettuoso che usa soltanto mia madre con me. Per evitare fastidiose diffusioni, evito di scriverlo.
- L'Oscuro Premonitore: alle elementari, colui che anticipa gli avvenimenti negativi con una precisione assolutamente matematica.
- Dina: alle elementari, solo Elena puo' osare chiamarmi Dina. Rispondevo sempre "eh si, Dinosaura.", scocciatissima.
- Scully: Alle medie, per questioni puramente X-Fileistiche.
- Balena: Alle medie. Non so, ho sempre pensato che non ero mica cosi' terribilmente grassa, anzi, ero probabilmente la piu' bella della mia classe, senza finta modestia. Ma si sa, alle medie cercano sempre di ridurti a un cartoccio di lacrime urlante, specialmente se sei tendenzialmente antipatica e isterica come persona. E io la ero, molto.
- Xena: Alle medie. "Sei massiccia e violenta come lei." Eimen!
- Pisciuz: Viene da pisciona. Non che io pisciassi un granche', era un appellativo simpatico di Anna.
- Ranma: E io lo odiavo a morte!!! Ho *sempre*, sempre detestato Ranma, e' sbruffone, competitivo, orgoglioso, e un pelo maligno. Mado, che palle di uomo non ne vorrei mai uno cosi'. Pero', come dicono tutti, "Devo dirti la verita'... Un po' in effetti ci assomigli". Bastardi !!!!
- Hyatt: Da Excel Saga, la donna che moriva sempre. X°D
- Chewbacca: Da mia madre. Perche' quando attacco a sbadigliare non la pianto piu' e "Sembro Chube!"
- Pulcino: Ancora oggi mi viene la pelle d'oca. Francesco, che diavolo avevi per la testa?
- Sorellina: Sono stata la sorellina di molte persone. In pratica quando qualcuno diventa un minimo di spessore per me o viceversa, si instaura questo rapporto di fratellanza, un tempo era piu' diffuso. Ora e' un ruolo che, quantomeno io, riservo a una persona soltanto. E a chi gia' ce l'aveva pregresso.


Scelti

- Dina Spolligatti: Una ragazzina che cercava di fare i conti con i suoi capelli corti.
- Didi-Mac: Primo nome d'arte
- Delsys: E qui ci fu il cambiamento piu' grande, quando Diana divento' Delsys tutto cambio' nella mia vita.
- Yumi: Yumi e' il poco di femminile che mi resta.
- Altro soprannome: La mia attuale versione, una Delsys scossa da un tornado umanizzante destabilizzante, che cerca un equilibrio fra un cinismo depresso e incazzato pregresso e un attuale tranquillita' a difese abbassate, e fa i conti con un problemino non da poco che ha sempre celato a tutti dentro qualche scherzo.

Sicuramente ne ho dimenticati, altri li ho tralasciati perche' erano scemi e son durati pochissimo.
postato da delsys alle ore marzo 30, 2009 22:25 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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giovedì, marzo 19, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 6: Embrace Your Dreams

Embrace your dreamsSembra un cliche' da videogioco, o da film di terza categoria.
Una di quelle cose che ti insegnano quando sei piccolo riempiendoti di motivazione e belle speranze, ma da "adulto disilluso" fa molto figo finire a pensare che non sia cosi'.

Un uomo senza un sogno sopravvive, non vive.
Un uomo che non vive per quello che vuole essere, vuole fare, vuole ottenere.

So if you wanna be hero... Embrace your dreams - Diceva Angeal a Zack.
E cribbio se aveva ragione.

Quando qualcosa non ti va giu', non fartela andare giu' a forza. Non credere a chi ti dice che bisogna fare per forza cosi', non credere a chi ti mette di fronte a un concetto di dovere che inquina la tua vita per quello che e', il tuo carattere, il tuo diritto di esistere e vivere in maniera felice.
Non cedere alla pippa mentale depressotica.

Non vivere per quello che fa bene o comodo agli altri, la tua vita e' ** tua **, e una sola, e breve, e certi danni a favore del quieto vivere e di concetti di "giustizia", "dovere" o "stabilita' " contorti e distorti diventano poi tragicamente irreparabili.

Muta tutto, tutto attorno a noi, si adatta a quello che siamo e decidiamo di fare, sempre, sempre.
Gran parte di quel che ci succede, quasi tutto, e il quasi esclude casistiche *minime* e' dato dal nostro comportamento e il nostro modo di vivere, siamo i primi, soli, estremi, eterni responsabili di ogni cosa che ci accade.

Le persone piu' motivate e grintose, (ma non artificialmente, spontaneamente, perche' credono *davvero* in se stesse e in qualcosa) sono quelle che quel qualcosa lo ottengono.

Nessun "non si puo' " a sbarrare la strada del sogno.

Questo e' il mio modo di vivere e pensare.
E a qualunque fatalista "realista" dei miei coglioni stanchi posso garantire, non sono un'illusa, non sono immatura, e non e' detto che la vita mi dara' torto un giorno in merito.

Fin'ora, mi ha sempre dato ragione.
postato da delsys alle ore marzo 19, 2009 13:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, marzo 07, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 5: L'amore

L'amore e' il motore degli eventi, si dice.

Quella cosa che ti fa far cose, che da una scossa alla tua vita, che ti spinge a cambiare, e a vedere il mondo attraverso gli occhi di un'altra persona.

Un sentimento estremamente importante, anche se estremamente isterico e confusionario.
La persona innamorata sembra dipendente come un drogato dall'oggetto del suo desiderio. E per esso farebbe tutto il possibile, e oltre.

Sono una persona che si innamora spesso, si innamora parecchio. Si innamora in maniera non piu' cieca e confusa, in maniera non piu' sbandante ed incontrollata.
Ma l'amore resta il motore degli eventi per me, cio' che mi fa fare, essere, ardere, vivere.

L'amore per il mio fidanzato, per i miei amici piu' cari...
Un tempo ero solita confondere le cose. Ogni qual volta che un sentimento mi prendeva in maniera potente, sbarellavo e mi domandavo una serie di cose sbagliate.
Ora ho imparato a riconoscere diversi tipi e livelli di amore.

Non sono mai stata, ammettiamolo, una di quelle che una volta che sta con una persona, non vede piu' tutte le altre. Inutile mettersi a congetturare su quanto per questo io sia "veramente" innamorata, molto spesso mi sento dire queste cose da persone che una volta che scatta un minimo di attrazione fisica TRACK gia' si comportano come se avessero perso totalmente la testa anima e corpo per una persona che manco sanno com'e' fatta, e spesso manco lo vedono per anni.

Non amo l'idea dell'amore fine a se stessa, non amo gli ormoni che ballano fini a se stessi, non amo costruire una serie di interpretazioni visionarie e folli sulle persone di cui mi ritengo innamorata, che sovrappongono la realta' dei fatti tramutandole in una collezione di pregi estremi da divinizzare.
Io amo le persone per come sono, e le amo veramente molto intensamente, amo i loro pregi, i loro difetti, le loro somiglianze e diversita' con la sottoscritta, le loro liberta' ed esigenze.

La persona che io amo e' una persona che prendo per mano e accanto alla quale affronto il grande viaggio della vita. Una persona senza la quale questa vita non sarebbe altrettanto composta da sentieri magici.
Non e' una persona che possiedo o sulla quale mi arrogo diritti. Non e' una persona che cerco di migliorare o aiutare a migliorarsi, se lei per prima non lo vuole.
Non e' una persona della quale punto a modificare lo stile di vita.
Non e' una persona che riempio di menate per ogni cosa, e non amo che venga fatto con me.
E' una persona per la quale sono sempre disposta a fare sacrifici (nel limite del rimanere me stessa), ma senza mai rinfacciarglielo o chiedere veramente qualcosa in cambio (in barba a quello che sostiene qualcuno...).

L'amore per me non e' pesi e misure, dare e avere, dimostrare e cambiare, possedere e essere posseduti.
Non e' il cliche' del fare qualcosa insieme a tutti i costi, non e' il cuoricino sulla lettera, l'sms ogni giorno, o altre cagate del genere.

E' un sentimento che non e' il migliore di tutti, assolutamente, e' egoista, folle, isterico, porta alla gelosia, rende estremamente fragili.

La persona che mi tengo al mio fianco e', fra le persone che amo, quella che amo in maniera piu' sentimental/relazionale del termine, quella con cui potrei passare una vita intera, quella che so, e finche' sara' cosi' niente potra' allontanarmene, che e' quella giusta per me.
E' la persona che ho scelto per stare in cima a quelle che popolano il mio cuore.
Non per fare piazza pulita di tutte le altre, non avrebbe senso, non sarebbe necessario, non corrono sugli stessi binari.

La persona con cui ho scelto di vivere e' Riccardo.
postato da delsys alle ore marzo 07, 2009 21:02 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, marzo 03, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 4: Milano

Milano e' la citta' dove ho vissuto per tutta la prima parte della mia vita.

E' stata la culla di neve, smog e fretta della mia crescita.

Molti non amano Milano, dicono che e' un posto che mette il malumore, che i suoi abitanti sono freddi e stronzi, che le atmosfere che offre sono uggiose e deprimenti, che il traffico e il rumore tipici di ogni grande citta' la rende invivibile, che i ritmi di vita sono stressanti, le cose costose, i palazzi un "mix disordinato e non guidato di stili", i monumenti "soffocati dall'urbanistica e dai fiumi di gente".

Chi considera Milano in questa maniera, non l'ha mai vista con i miei occhi.

Milano e' una citta' che io amo spassionatamente, e non potrei mai del tutto abbandonare. Anche dovessi (ed e' successo) abitare fuori, continuerei a considerarmi una milanese.
Mi ha insegnato tutto lo smisurato amore per i latticini, per fortuna la frenesia non mi ha colta affatto, ma in compenso l'insofferenza di fronte anche alla minima inefficienza delle cose e delle persone, l'ho presa tutta quanta. Il distacco del milanese tipico, la mentalita' individualista, l'abitudine alla pretesa e alla comodita'. L'amore per la notte, e la vita notturna di una piccola ed in espansione Zanarkand che non dorme mai.

Ogni volta che esco dalla mia citta' sbalordisco per la lentezza e l'incivilta' di determinate cose, cose che sono abituata a dare per scontate.
La lentezza e l'organizzazione casuale di Varese, la rumorosa invadenza di una Roma le cui strade van su e giu', la claustrofobia di Firenze, il gas non centralizzato di Sestu, gli orari dei negozi di Cagliari, la morte notturna di Pisa, la decadenza morale di Barcellona, l'urbanistica agorafobica e scomoda al pedone e allo straniero di Parigi, la fermata della metropolitana ogni *inserisci qui numero di kilometri estremamente piu' elevato di quanto avresti mai desiderato percorrere* di Londra...

Le poche ore in cui Milano dorme, almeno in parte, puoi vedere nel suo vuoto illuminatissimo un sottile strato di magia. Le atmosfere non sono per niente del tutto fredde, si puo' assaporare il rosso magico di certi tramonti che sbucano da qualche palazzo, il bianco della neve che rende tutto visivamente piu' morbido, gli alberi che di sera sembrano disegnati sul cielo.
La grandezza dorata di certi monumenti a cui mancherebbe solo la parola.
I pertugi segreti fra i palazzi che sanno diventare il tuo posto personale.
I gatti in piazza castello che ti saltano in braccio paciosi.

Vivi Milano come l'ho vissuta io, sedendomi al contrario sui gradini in Duomo la sera, assaporandone ogni follia e possibilita', fermandoti a fissare l'incredibile massa di persone per ore, rendendoti conto che certi giorni manco ti fanno vedere l'orizzonte... E non potrai togliertela dal cuore.

I muri ti parleranno, e sentirai che ti hanno cresciuto un po' anche loro.
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venerdì, febbraio 27, 2009

I miei 25 in 25 post separati - 3: Insofferenza

Una delle parti piu' difficili con cui avere a che fare del mio carattere e' senzadubbio la mia malcelata, malcelatissima insofferenza.

Esiste una quantita' di cose in realta' perfettamente umane e normali che riesce a darmi istantaneamente una sensazione di fastidio fortissima, che mi porta a reagire malissimo, veramente malissimo, dal semplice diventare antipatica e allontanarmi, fino all'urlare incazzarmi e restare di malumore per diverse ore.

La migliore delle ipotesi in caso di contatto con queste cose, e' l'incontrare la faccia che ho nella foto di questo articolo.

Le cose che generalmente mi causano maggiore insofferenza sono:

- Il rumore
- La musica troppo alta / ascoltata quando devo concentrarmi / ascoltata troppo a lungo
- L'isteria / le menate / gli atteggiamenti aggressivi o passivo-aggressivi
- Il costringermi a ripetere le cose
- L'eccesso di gente attorno a me
- Il farmi fretta o cercare di prendere in mano le redini della mia vita e gestirla a modo proprio anziche' aiutarmi a gestirla a modo mio.
- Gli insulti alla mia intelligenza, come anche i tentativi di fregarmi o di darmi a bere cose che sono palesemente false. Fingo di bermele il piu' delle volte, ma mi da un fastidio micidiale.
- I tentativi di insegnarmi qualcosa che va palesemente contro il mio modo di vedere le cose. (Si, capisco il tuo punto di vista, ma non me ne frega un cazzo)
- L'ossessivita', l'esigenza di starmi sempre appresso.
- Le telefonate tanto per sentirsi, senza avere niente da dire o nessuna particolare esigenza di sentirmi.
- I beceri con un senso dell'umorismo pessimo e cazzone, che non sanno fare altro che parlare di sesso e minchiate, e sono visibilmente mentalmente chiusi e limitati.
- Overpopolazione di bambini nell'area. Uno basta. Al massimo due.
- La gelosia.
- Il misurare, controllare e valutare le cose che faccio, come se le facessi per qualcuno che non sono io.
- L'interpretare il senso delle mie azioni a cazzo perche' ci si ritiene in grado di valutarlo, quando difatto basta chiedere.
- I trucchetti idioti tipicamente femminili per cercare di farti fare cose.
- La competizione.
- La tendenza a straparlare e strapparsi i capelli per cose che mi riguardano senza prima affrontarmi direttamente in merito.
- Passare tre giorni a rompermi le palle e tre no.
- Il cercare di rigettarmi addosso paure, tragedie e presunti problemi che in realta' appartengono piu' all'interlocutore che a me.
- Il martellarmi sempre con le stesse cose ogni volta.

... ma in realta' potrebbe scattare per mille altre piccole-grandi cose.
Spesso riesco a tenerla a bada, a seconda della situazione in cui si verificano certi casi, ma non dura molto, ed ogni lembo della mia pazienza che viene sacrificato in onore della causa, di rimando innesca piccoli grandi passi verso il mio allontanamento dalla cosa che ha innescato il fastidio.
postato da delsys alle ore febbraio 27, 2009 08:30 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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About Me


Nome e Cognome:
Diana Macaluso
Data di nascita:
28 Febbraio 1983
Residente a:
Milano
Occupazione:
Casalinga, Grafica
Occhi:
Verde-Grigio-Azzurri
Capelli:
Lunghi, biondo cenere tinti di viola
Altezza:
1.71m
Peso:
Qualcosa di imprecisato che va oltre i 120kg
Stato civile:
Fidanzata e Convivente con Riccardo Carracoi
Ideali, religioni, tendenze:
Religiosa naturale, amante della logica, vagamente disforica di genere, leggermente maschilista.
Sto studiando:
Giapponese, cucina, psicologia, comunicazione, sociologia e psicologia sociale. Tutto da casa, si, per interesse personale.


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